EGITTO. In crisi la zootecnia egiziana

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In Egitto, la crisi economica investe anche il mercato della carne nazionale. I segni deflattivi sono un segnale di allarme anche in questo settore. 

Dopo quattro anni dal colpo di Stato del Generale al-Sisi, il popolo egiziano resta ancora impantanato nella crisi economica. L’innalzamento generale dei prezzi, non corrisposto da un adeguamento degli stipendi (2 mila lire egiziane al mese circa), ma anzi, aggravato da una galoppante svalutazione della moneta, sta avendo, ormai da anni, effetti nefasti sull’economia del Paese.

Secondo quanto riportato da al-Watan,  gli effetti dell’abbassamento dei prezzi della carne nazionale, al primo posto per qualità rispetto alle altre importate, colpiscono duramente le società che operano nel settore. Se da una parte questa riduzione dei prezzi ha reso più accessibile il prodotto alla popolazione, dall’altra rimane un segnale allarmante per l’intero settore alimentare.

Significativo un calo improvviso dei prezzi della carne nazionale sui mercati della regione di Minya (situata lungo il corso del Nilo a 250 km circa dal Cairo) e sui mercati della regione di Assuan. Nella regione di Minya, si è registrato un calo dei prezzi della carne bovina del 38% circa, passando da 130 a 80 lire egiziane al kilo. Nella regione di Assuan invece è stato registrato un calo dei prezzi dello stesso tipo di carne pari al 33% circa, passando da 150 a 100 lire egiziane al kilo. La vendita stessa del bestiame è calata nelle ultime due settimane da circa 18/19 mila lire, fino a meno di 16 mila lire egiziane.

Come riporta il giornale, il calo dei prezzi è dovuto principalmente a tre cause: un arresto nel mercato del bestiame, la diminuzione della domanda di carne, dovuta ai prezzi proibitivi e la decisione del Governo di immettere sul mercato una quantità di carne importata dal Brasile e dal Sudan pari a 5 tonnellate al giorno. I due tipi di carne importata vengono venduti ad un prezzo sovvenzionato dal Governo, rispettivamente pari a 60 e 85 lire egiziane. Stando all’associazione dei macellai, il prezzo della carne nazionale è diminuito in tutte le altre provincie del Paese di quasi 20 lire e il prezzo finale si stabilizzerà intorno alle 110 lire al kilo nelle prossime fasi.

La Camera di Commercio del Cairo ha posto l’attenzione sulle chiusure di attività e di fattorie per le ingenti perdite registrate negli ultimi giorni; inoltre la stessa fonte segnala che le carni importate si vendono quasi alla metà del prezzo di quelle nazionali, perché il prezzo mondiale della carne ha subito un calo di circa 250 dollari alla tonnellata.  

Edoardo Valdenassi