EGITTO. Il Sinai è privo di cibo e medicine

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La campagna militare egiziana per sconfiggere lo Stato islamico nella penisola del Sinai sta privando di cibo e forniture mediche migliaia di residenti nella regione desertica. Lo ha denunciato Human Rights Watch, ma l’esercito ha negato ogni accusa.

Hrw ha lanciato l’allarme per una crisi umanitaria più ampia se il Nord Sinai avesse continuato ad essere tagliato fuori dalla terraferma egiziana, dicendo che le azioni dell’esercito «sconfinano nella punizione collettiva». A febbraio l’esercito ha lanciato un’operazione per eliminare i jihadisti che hanno scatenato un’insurrezione che ha ucciso centinaia di soldati, poliziotti e residenti per molti anni.

Attacchi aerei e incursioni hanno ucciso decine di militanti da allora; l’esercito impone coprifuochi e restrizioni di movimento intorno alle città del Nord Sinai e Il Cairo afferma di star vincendo la battaglia.

I militari negano che ci siano scarsità alimentari e medicinali, accusando Hrw di aver usato fonti non documentate.  Resta il fatto che ai notiziari internazionali viene impedito di recarsi nel Sinai settentrionale. I residenti dell’area affermano che i rifornimenti alimentari, le medicine ed il combustibile sono insufficienti e che le limitazioni di movimento hanno significato che la maggior parte della gente non può lasciare la regione.

Nel report, ripreso anche da Reuters, si afferma che le autorità hanno vietato la vendita di benzina e tagliato le linee di comunicazione, l’acqua e l’elettricità in alcune zone del Sinai settentrionale, anche in prossimità del confine con la Striscia di Gaza.

Sconfiggere gli islamisti e ripristinare la sicurezza dopo anni di disordini seguiti alla rivolta popolare del 2011 in Egitto è stata una promessa del presidente Abdel Fattah al-Sisi, rieletto a marzo con una vittoria schiacciante contro nessuna vera opposizione.

I critici di Sisi dicono che ha scatenato il peggiore giro di vite in Egitto sul dissenso. I sostenitori affermano che tali misure sono necessarie per portare stabilità e migliorare l’economia del paese, che è stato duramente colpito.

Nel Sinai, comunque, la mano pesante che ha lanciato attacchi aerei e demolizioni di aree popolate non è riuscita a battere l’insurrezione islamica.

Luigi Medici