EGITTO. Il Cairo “vende” Tiran e Sanafir a Riad

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Gli egiziani continuano a scendere in strada contro la recente decisione del parlamento sul  trasferimento di sovranità di due isole del Mar Rosso all’Arabia Saudita. La polizia, riporta Press Tv, ha arrestato decine di attivisti.

La polizia egiziana al Cairo e in almeno altre 10 province del paese ha arrestato 40 persone la mattina del 15 giugno. I detenuti, la maggior parte dei quali legati a partiti democratici, sono stati arrestati per i post nei social media sulle proteste a piazza Tahrir, contro l’approvazione del parlamento di un accordo per consegnare le isole del Mar Rosso di Tiran e Sanafir all’Arabia Saudita.

Almeno otto persone, tra cui tre giornalisti, sono stati arrestati in precedenza con le accuse di aver disturbato i servizi pubblici e la sicurezza e aver protestato senza un permesso.

Gli arresti, per l’opposizione, sono destinati a impedire a chiunque voglia protestare domani e a seminare confusione nelle file dell’opposizione.

Una pagina di Facebook denominata “Cedere la terra è tradimento”, ha invitato le persone a protestare a piazza Tahrir al Cairo; in migliaia hanno accettato la chiamata.

L’anno scorso, una chiamata simile per le proteste inerenti le stesse isole ha richiamato in piazza migliaia di persone. La polizia arrestò centinaia di manifestanti e attivisti.

L’accordo, che è stato siglato durante una visita in Egitto del Re Salman nell’aprile del 2016, è stato finora oggetto di giudizi in tribunale nell’ultimo anno. È divenuto anche una fonte di tensione tra Riad e il Cairo.

Un tribunale ha stabilito a gennaio che il governo del presidente Abdel-Fattah el-Sisi, secondo cui le isole appartengono all’Arabia Saudita, non aveva dimostrato che le isole erano originariamente saudite. La sentenza fu però revocata da un altro tribunale pochi mesi dopo.

Infine, un collegio costituzionale superiore aveva concluso che il giudice che aveva deciso di annullare l’accordo aveva agito nell’ambito della sua giurisdizione. Ma il Parlamento ha insistito sul fatto che la questione delle isole si trova nella sua giurisdizione.

L’approvazione finale è ora in mano al presidente Sisi, che ha firmato l’accordo con l’Arabia Saudita innanzitutto e che è stato attaché militare dell’Egitto a Riad durante il governo dell’ex presidente Hosni Mubarak.

Gli oppositori accusano Sisi di voler “vendere” il territorio sovrano egiziano al regno saudita in cambio di miliardi di dollari di aiuti da parte di Riad.

Luigi Medici