Egitto: giudici con la pistola

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EGITTO – Il Cairo 21/05/2015. Dopo le forze di sicurezza egiziane, nel mirino dei militanti islamici egiziani ci sono ora i giudici. Una serie di attacchi li ha presi infatti di mira.

Alcuni dati rendono chiara la situazione: si stima che i militanti abbiano ucciso più di 600 tra soldati e poliziotti da quando l’esercito ha rovesciato il presidente Morsi nel 2013; un nuovo fronte contro i giudici potrebbe comportare grossi guai per Abdel Fattah al-Sisi. Il 16 maggio, tre giudici sono stati uccisi ad Al Arish, Sinai; si trattava dello stesso giorno in cui un tribunale del Cairo ha chiesto la condanna a morte contro Morsi e altri 106 sostenitori dei Fratelli Musulmani. Anche se la magistratura afferma di essere indipendente da governo e militari, alcuni dei giudici egiziani sono stati accusati di essere parziali nel comminare lunghe pene e condanne a morte contro gli islamisti; inoltre, nonostante l’appoggio dato al governo di al Sissi, i governi occidentali hanno criticato le decisioni giudiziarie negli ultimi due anni, compresa la condanna di morte contro Morsi per il suo presunto ruolo in una fuga in massa dal carcere poco prima del suo insediamento. Le condanne di massa, a volte dopo processi lampo, stanno rendendo difficile vedere il percorso democratico del paese, ma nonostante le assicurazioni del regime sulla sicurezza, alcuni settori della magistratura egiziana hanno deciso di armarsi e di ricorrere a servizi di protezione privata. Ad esempio, Motaz Mostafa Khafagy, capo della Corte penale di Giza, alla periferia del Cairo, è sopravvissuto a un attentato, nonostante tre bombe piazzate vicino alla sua casa fatte esplodere a distanza; Khafagy è il magistrato, riportano i media locali, che ha condannato a morte 12 islamici per gli atti di violenza nel distretto di Kerdasa vicino al Cair, nell’estate del 2013, in cui morì un generale della polizia; ha anche condannato Mohamed Badie, leader dei Fratelli Musulmani, a 25 anni di carcere. Lo stesso Badie ha è stato poi condannato a morte oltre che a quattro ergastoli in una serie di altri casi. Il 18 maggio, il ministero dell’Interno ha detto che le forze di sicurezza hanno ucciso in uno scontro a fuoco due trentenni, accusati di essere gli esecutori di attentati dinamitardi islamisti. Khalid al-Mahgoub, il giudice che ha presieduto il processo a Morsi, ha chiesto maggiore protezione per i giudici, i pubblici ministeri, il personale giudiziario e i testimoni. Em gira lo notizia che i magistrati comprato armi: i media egiziani pubblicano una foto, tratta da Facebook, di un giudice penale, Mohammed Yosri, in posa con una pistola. Il quotidiano Al Watan riporta anche la didascalia posta dal magistrato sulla foto: «La mia arma è pronta, giuro che chiunque si avvicini … cancellerò il suo nome dai libri».