379 Fratelli musulmani alla sbarra

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EGITTO – Il Cairo 08/04/2015. Il pubblico ministero egiziano Hisham Barakat ha chiesto il rinvio a giudizio di altri 379 presunti membri della Fratellanza Musulmana l’8 aprile per eventi accaduti durante un sit-in nel mese di agosto 2013, interrotto dalle forze di sicurezza e in cui rimasero uccisi centinaia di manifestanti.

I 379 sono accusati di aver causato la morte di due poliziotti in piazza al-Nahda a Giza, uno dei due siti in cui i sostenitori del deposto presidente islamista Mohamed Morsi si erano riuniti dopo il suo rovesciamento; le accuse verso i 379 sono di omicidio e atti di vandalismo.

Il governo accusa la Fratellanza di aver fomentato una rivolta islamista in seguito alla rimozione di Morsi. Durante le loro azioni i militanti hanno ucciso centinaia di soldati e poliziotti. Barakat ha detto in un comunicato che sono stati posti sotto accusa due agenti di polizia, accusati di aver torturato a morte un avvocato in una stazione di polizia del Cairo nello scorso mese.

Le accuse contro i membri delle forze di sicurezza sono rare in Egitto, dove la polizia ha riavuto i poteri toltigli al momento della rivolta popolare del 2011 che spodestò Hosni Mubarak. Molti governi stranieri e gruppi per i diritti umani hanno condannato l’uso della forza per disperdere le manifestazioni nella piazza Nahda e Rabaa, l’evento più sanguinoso nella storia recente dell’Egitto.

Il Cairo ha difeso le sue azioni, dicendo che aveva dato ai manifestanti la possibilità di lasciare la piazza in pace e che elementi armati della Fratellanza avevano avviato la violenza.

Barakat ha anche ordinato che fosse processato un ex governatore provinciale per aver violato la legge sulla gestione delle proteste nel 2011.