Egitto, Ezzat sostituisce Badie

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EGITTO- il Cairo. 20/08/13. Prelevato alle prime luci dell’alba nella sua casa a Nasr City il leader dei Fratelli Musulmani in Egitto, Mohammed Badie, l’accusa per lui è di istigazione a delinquere e alla violenza in almeno 10 casi.

Una fonte giudiziaria afferma che l’uomo è detenuto nella prigione di “Thor” a sud di Il Cairo e la corte penale sta notificando altri reati oltre a quelli già attribuitigli. La stessa fonte giudiziaria, secondo la testata almasryalyoum.com, ha detto che l’«adorabile» è accusa «istigazione a delinquere in 10 casi, tra cui gli eventi del Mokattam, First Federal, e la Guardia Repubblicana, e gli eventi di Via Vittoria, Ponte ottobre, Ramses e Giza, ed i castelli». La corte Penale a cui è stato attribuito il caso è quella di Al Badi tra i capi di imputazione potrebbero aggiungersi omicidio, tentato omicidio, rapimento.

Nel frattempo sul sito di Libertà e Giustizia, il partito di Morsi, e dei Fratelli Musulmani è comparso linone del successore temporaneo del leader Badie, si tratta del suo vice Mahmoud Ezzat, attualmente latitante fuggito nella Striscia di Gaza dopo la rivoluzione del 30 giugno che ha rovesciato isolato Mohamed Morsi. In difesa di Morsi è sceso in campo il primo ministro della Turchia, Tayyip Erdogan secondo cui dietro l’isolamento di Morsi in Egitto c’è Israele. Lo stesso presidente ha chiesto ha chiesto l’intervento militare internazionale in Egitto, definendo gli eventi come “terrorismo di stato”, fonte news.mail.ru

I rapporti tra i due Paesi però non sono da considerare incrinati. Anzi il ministro per la difesa turco ha detto che continuerà la cooperazione in ambito militare tra i due Paesi. In carcere oggi, lo stesso del leader dei Fratelli Musulmani il giornalista turco a capo dell’agenzia di stampa turca, Tahir Osman Hamdi.
Timori di ingerenze dall’esterno arrivano dai talebani afghani che all’agenzia di stampa Onia del Medio Oriente hanno dichiarato che I talebani afghani chiedono il ritorno del presidente isolato Mohamed Morsi al potere, e ha detto che qualora gli organismi internazionali non adottino iniziative concrete per fermare la violenza in Egitto e la pretesa di non-autosufficienza non appena condannare questi eventi, che ha descritto come “brutale” pur nel rispetto del principio di non ingerenza negli affari interni degli Stati membri non si escludono attacchi di gruppi jihadisti nella regione del Sinai. Dove oggi a seguito dell’uccisione di 24 poliziotti avvenuta lunedì sono stati arrestati 11 terroristi di cui due palestinesi.
I Palestinesi nel frattempo chiedono la riapertura della frontiera a Rafah, fonte Aqsa che cita Ismail Haniyed secondo cui la chiusura del valico è scapito dei cittadini palestinesi.

La situazione egiziana dunque si complica di ora in ora, al momento chi è entrato direttamente sul suolo egiziano è l’Arabia Saudita che per volontà del re Abdullah bin Abdul Aziz all’aeroporto de Il Cairo sono arrivate 100 tonnellate di aiuti medici necessari. Tre gli ospedali da campo che verranno installati e aiuti per la sicurezza tecnica e nella sua lotta contro il terrorismo. L’obiettivo del sultano è quello di evitare che l’Egitto diventi preda di attacchi terroristici, dall’Arabia Saudita è previsto un ponte aereo nei prossimi giorni tramite l’aeroporto militare est del Cairo. Il team medico è arrivato al Cairo prima dell’arrivo del ponte aereo, per determinare le necessarie esigenze mediche di ospedali da campo.
Domani, sono attese le decisioni della magistratura in merito alla richiesta di di Hosni Mubarak.
Dalla CNN confermati gli aiuti militari degli USA all’Egitto per un importo pari a 1,3 miliardi di dollari, cifre minori rispetto a quanto promesso da Qatar e Arabia Saudita. Anche l’Iraq è sceso in campo per sostenere l’Egitto e il suo governo di transizione.

Ancora una volta è l’Europa a non partecipare in alcun modo alle vicende egiziane, una sorta di vecchia immobile di fronte ai problemi ai confini di casa sua. è infatti prevista una riunione “d’urgenza” dei ministri del’Unione europea per discutere la questione egiziana per il 28 agosto quando molte cose saranno già state decise.