EGITTO. Elezioni a fine marzo 2018

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Il presidente della commissione elettorale egiziana ha annunciato che le elezioni presidenziali si terranno il 26-28 marzo, con un secondo turno ad aprile. Abdel-Fattah el-Sissi non ha ancora annunciato formalmente la sua candidatura per la rielezione, ma si prevede che partecipi e ottenga un secondo mandato di quattro anni. 

Le autorità del Cairo hanno condotto una repressione su larga scala contro il dissenso, da quando el-Sissi, all’epoca ministro della Difesa, ha gestito il rovesciamento militare di Mohammed Morsi, presidente eglziano e leader della Fratellanza musulmana, eletto nel 2013, riporta Efe. Il governo egiziano ha bloccato centinaia di siti web e ha vietato tutte le manifestazioni non autorizzate, da quando al Sisi ha guidato il golpe militare contro Morsi nel 2013.

Lasheen Ibrahim, presidente dell’autorità elettorale nazionale, ha annunciato le date delle elezioni. Il secondo turno si terrà dal 24 al 26 aprile, se nessun candidato otterrà più del 50% dei voti; gli espatriati egiziani voteranno il 16-18 marzo e 19-21 aprile.

«L’elenco provvisorio dei candidati e il numero dei loro sostenitori saranno pubblicati», riportavano i giornali Al-Ahram e Al-Akhbar. Diversi potenziali candidati dell’opposizione sono in carcere o sono oggetto di efficaci divieti di partecipare alle elezioni presidenziali, riporta Ap. Ad esempio, Khaled Ali, importante attivista per i diritti umani, ha affermato a dicembre che avrebbe corso contro il presidente al Sisi, ma potrebbe essere escluso per una condanna penale inflittagli a settembre 2017, tre mesi di reclusione con la condizionale, per aver compiuto atti osceni fuori del tribunale. Se in appello la condanna non fosse ribaltata, Ali non potrebbe correre alle elezioni. Altro esempio è Ahmed Konsowa, colonnello dell’esercito che ha anche annunciato la sua intenzione di candidarsi, che è stato condannato a sei anni di carcere da un tribunale militare per aver violato il divieto di partecipazione politica previsto per i militari servizio attivo.

Esempio diverso è Ahmed Shafiq, ex primo ministro sotto la presidenza di Hosni Mubarak, che si è escluso dalle elezioni, nonostante avesse inizialmente mostrato interesse a partecipare: in una dichiarazione messa sui social media Shafiq ha detto che non era la “persona ideale” per guidare la nazione al momento attuale. Shafiq perse di poco con Mohammed Morsi nelle prime elezioni post-rivoluzionarie del 2012. Lasciò il paese poco dopo ed è vissuto negli Emirati Arabi Uniti fino al suo ritorno in Egitto nel mese di dicembre. 

Tommaso dal Passo