EGITTO. Dietro le sbarre almeno 40 attivisti dei diritti umani

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Le autorità egiziane hanno arrestato almeno 40 difensori dei diritti umani, avvocati e attivisti politici negli ultimi 30 giorni e li hanno detenuti in “luoghi segreti”, ha detto Human Rights Watch.

«Molti degli arrestati erano persone che hanno fornito sostegno umanitario e legale alle famiglie dei detenuti politici», ha denunciato Hrw, ripresa da Al Jazeera, invitando il governo a rivelare la loro ubicazione: «La repressione delle agenzie di sicurezza egiziane ora si estende alla scomparsa di quegli uomini e donne coraggiosi che hanno cercato di proteggere gli scomparsi (…) Il governo vuole apparentemente mettere a tacere ciò che resta della società civile egiziana».

Il gruppo di tutela dei diritti ha parlato con un avvocato e tre attivisti che sono stati «in contatto diretto» con le famiglie delle persone arrestate; secondo le fonti di Hrw 80 persone sono state arrestate, ma il gruppo dei diritti ha detto di poter verificare solo 40 nomi.

Gli arrestati sarebbero parte del Coordinamento egiziano per i diritti e le libertà; inoltre è stato arrestato Hoda Abdel Moneim, avvocato, 60 anni ed ex membro del Consiglio nazionale ufficiale per i diritti umani. Uno dei membri della sua famiglia ha detto che le autorità hanno bendato Moneim, l’hanno messa in una macchina della polizia e l’hanno portata in un luogo segreto. Le autorità hanno anche arrestato Aisha Khairat al-Shater, figlia di un ex leader dei Fratelli Musulmani attualmente in detenzione, insieme al marito, l’avvocato Mohammed Abu Horayra.

Hrw ha invitato le autorità egiziane a «rivelare immediatamente dove si trovano tutti i detenuti, a rilasciare tutti coloro che sono stati arrestati solo per aver esercitato i loro diritti, e a portare rapidamente tutti gli altri dinanzi a un giudice per rivedere la loro detenzione».

Dal 2013, gruppi per i diritti umani hanno pubblicato numerosi rapporti che criticano il governo del presidente Abdel Fattah el-Sisi. Sisi ha guidato nel 2013 il rovesciamento militare del primo presidente egiziano democraticamente eletto, Mohamed Morsi, membro della Fratellanza Musulmana.

Migliaia di persone che condividono l’ideologia dei Fratelli Musulmani, che da allora è stata dichiarata organizzazione “terroristica”, così come attivisti laici e di sinistra, sono stati incarcerati dal governo di Sisi dal 2013. I sostenitori di Sisi, tuttavia, dicono che la sua severa politica di sicurezza è necessaria per garantire la stabilità, dato che l’Egitto si riprende da anni di caos politico e di declino economico.

Luigi Medici