Il caos egiziano in cifre

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ITALIA – Roma 26/12/2013. L’Egitto asta diventando la polveriera dell’area. Ecco un breve percorso storico per fare meglio il punto della situazione.

3 luglio

– Il ministro della Difesa e capo dell’esercito generale Abdel Fattah al- Sisi spodesta Morsi in mezzo a una ondata di proteste di massa, nomina di un presidente ad interim: Adly Mansour; Sisi blocca la costituzione islamista; Morsi è detenuto e vengono emessi mandati per 300 funzionari della Fratellanza Musulmana.

5 luglio

– La Guida suprema della Fratellanza, Mohammed Badie, definisce la mossa dell’esercito un colpo di stato; in una serie di scontri vengono uccise 37 persone e feriscono un centinaio.

8 luglio

– Cinquantasette fedelissimi di Morsi vengono uccisi e 480 feriti fuori della sede della Guardia repubblicana al Cairo.

9 luglio

– Mansour definisce un iter legale per la transizione politica e promette elezioni entro l’inizio del 2014. La Fratellanza respinge il decreto.

26 luglio

– Un tribunale ordina la detenzione di Morsi per i suoi collegamenti con Hamas e per degli attacchi contro la polizia.

27 luglio

– 81 civili e un poliziotto sono uccisi in degli scontri durante una manifestazione pro-Morsi al Cairo.

14 agosto

– Le forze di sicurezza entrano nei “campi di protesta” pro-Morsi al Cairo. Le autorità dicono che 627 sono le vittime uccise in un campo e decine in un altro; viene dichiarato lo stato di emergenza e un mese di coprifuoco; il ministero dell’Interno conferma la morte di 43 poliziotti.

15 agosto

– La polizia viene autorizzata a usare proiettili veri contro i manifestanti che attaccano proprietà pubbliche o delle forze di sicurezza.

19 agosto

– I militanti uccidono almeno 26 poliziotti nel Sinai, di cui 25 in un unico attacco.

20 agosto

– Badie viene arrestato.

5 settembre

– Il ministro dell’Interno Mohamed Ibrahim sfugge a un tentativo di omicidio.

23 settembre

– Un tribunale vieta tutte le attività della Fratellanza e ordina il sequestro dei suoi beni.

6 ottobre

– Quasi 60 persone sono uccise quando le forze di sicurezza reprimopno i sostenitori Morsi in marcia verso piazza Tahrir al Cairo.

4 novembre

– Morsi viene processato con l’accusa di incitamento all’omicidio dei manifestanti fuori dal suo palazzo presidenziale nel dicembre 2012.

14 novembre

– Finisce lo Stato di emergenza.

20 novembre

– Un’autobomba nel Sinai uccide 11 soldati.

24 novembre

– Mansour approva la controversa legge sull’attribuzione alle autorità del potere di vietare le proteste.

11 dicembre

– Processo a Badie e ai suoi sostituti termina quando i giudici abbandonano l’aula in segno di protesta.

14 dicembre

– I funzionari governativi dicono che un referendum sulla costituzione che rafforza il ruolo politico dell’esercito si terrà il 14-15 gennaio 2014. I sostenitori di Morsi ne annunciano il boicottaggio due giorni dopo.

18 dicembre

– I procuratori dicono che Morsi e i suoi saranno processati per “spionaggio” perché hanno contribuito a una campagna di “terrore”. Tre giorni dopo dicono Morsi e altri 132 saranno processati per un evasione e omicidio di ufficiali durante la rivolta del 2011.

23 dicembre

– L’esercito annuncia di aver ucciso 184 “terroristi” nel Sinai del Nord da agosto 2013.

24 dicembre

– Il ministro dell’Interno Ibrahim si impegna a «eliminare i terroristI» dopo che un autobomba distrugge un edificio della polizia a Mansoura, a nord del Cairo, uccidendo almeno 14 persone.La Fratellanza condanna l’attacco. IL governo dichiara terroristica la Fratellanza Musulmana.