La Luce d’Egitto

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EGITTO – Il Cairo 24/01/2014. Nel tentativo di accreditarsi come erede della Fratellanza Musulmana, il partito egiziano salafita al-Nour (Partito della Luce) è combattuto tra le sfide poste nel mantenere la propria coerenza ideologica e quella di ampliare il suo ruolo.

Secondo il quotidiano al-Akhbar, il partito al-Nour, deve preservare l’istanza partita del basso di “salafizzare” la società sullo sfondo di atteggiamenti anti-islamici dell’attuale regime. Nour, braccio politico del movimento salafita Daawa, ha svolto un ruolo importante nella fase di transizione post-Morsi: il suo atteggiamento lo ha posto sotto i riflettori, suscitando molte domande sul futuro del partito. Il partito si trova nell’impossibilità di allargare il bacino elettorale, a causa della feroce resa dei conti tra il regime attuale e i Fratelli Musulmani, che Nour trova molto difficile sostituire. Dopo l’approvazione della nuova costituzione egiziana, in che misura Daawa sarà in grado di ereditare il vuoto politico lasciato dai Fratelli Musulmani?

Tutto da Nour come sostituto della Fratellanza, almeno superficialmente, ma senza veramente raggiungere le precedenti posizioni dell’Ikhwan. Un altro problema è l’assenza di esperienze tra i leader salafiti, a differenza dei Fratelli Musulmani. Daawa non possiede una esperienza politica simile a quella della Fratellanza nella sua breve storia, che inizia alla fine del 1970. Inoltre, le forze laiche sono ostili a Nour. Ad esempio, in un video trapelato dal Consiglio evangelico copto nel luglio 2013, Helmi al-Nemnem, scrittore laico, ha detto che: «È tempo per il cosiddetto movimento politico dell’Islam di lasciare il gioco; è il momento giusto, perché Nour è ancora più pericoloso dei Fratelli Musulmani».

Altro atteggiamento anti-salafita si è registrato alla fine del primo giorno del referendum, quando ci sono stati attacchi contro Nour e Daawa dopo la base affluenza del loro elettorato. Ciò ha indotto il partito, nei giorni successivi a mettere in scena una serie di marce nel paese per dimostrare la sua consistenza. I salafiti si sono dimostrati molto pragmatici: Nour è desiderosa di essere presente sulla scena politica, mentre Daawa sostiene che tutti gli errori sono stati commessi dalla Fratellanza e altri attori politici islamisti hanno considerato opportunistiche le azioni dei salafiti. I membri di Nour sono convinti che gli atteggiamenti del partito riflettano la sua maturità , ma lo stress è alto resta, vista la ostentato fedeltà alla sua ideologia islamista e una realtà che vi configge. Gli stessi atteggiamenti politici di Nour, il suo camaleontismo, rivelano quanto i salafiti siano rimasti impigliati nel gioco politico al punto di scendere a patti con le forze laiche per garantirsi sopravvivenza politica. Finora , le autorità non hanno mostrato alcuna intenzione di reprimere Nour, ma allo stesso tempo, il regime egiziano non prevede un ruolo forte per questo partito: infatti, la clausola che vieta la creazione di partiti religiosi nella nuova Costituzione potrà sempre essere usata contro i partito dei salafiti. Per al-Akhbar «I salafiti stanno ancora scommettendo sull’idea di una salafizzazione dal basso verso l’alto che viceversa (…) Tutto ciò che vogliono è preservare Dawaa e per farlo utilizzano “bracci politici”; per il momento esercitare  il potere non ha importanza (…) Se consideriamo le cose da questa prospettiva, la Fratellanza Musulmana era un concorrente, i militari non sono un rivale in tema religioso, quindi non c’è nessun problema con loro». Il periodo che seguì lo smantellamento dei campi di protesta pro-Morsi e la partecipazione di Nour al referendum sulla costituzione ha creato gravi sfide alla coesione del partito, dopo la crisi dovuta alla creazione del partito Watan nel 2013. Molte delle posizioni dei salafiti «indicano cambiamenti di atteggiamento su alcune questioni politiche (…) dando l’impressione che Dawaa stava seguendo le orme dei Fratelli Musulmani. Prima della rivoluzione, i salafiti avevano un approccio più rigoroso alle scritture, mentre l’approccio della Confraternita era quello di adottare una posizione politica e poi trovarne una giustificazione religiosa.

L’atteggiamento di Nour è stato chiaro nel suo riavvicinamento con i partiti laici: preservare Dawaa e il movimento islamista, accettare l’esito delle urne, non andare per le vie di fatto con le autorità e accontentarsi di fare dichiarazioni verbali, non criticare il generale Abdel Fattah-al-Sisi». Il punto di vista ufficiale del partito è stato espresso dallo sceicco Mahmoud Abdel-Hamid , figura di alto livello sia di Dawaa che di Nour, ad Al- Akhbar. Abdel-Hamid ha detto che il partito deve partecipare alle prossime elezioni generali e spera che vinca lo stesso numero di seggi: «Non ci sarà un’alleanza con le forze laiche, ma siamo in grado di coordinarci con loro per spingere l’unità nazionale». Abdel-Hamid ha detto che l’assenza di una costituzione avrebbe prolungato l’attuale fase di agitazione sociopolitica, col rischio di un collasso economico e di una guerra civile.

Per quanto riguarda la posizione sulla candidatura di Sisi per la carica di presidente, Abdel-Hamid ha detto che finora Nour «non ha nessun candidato» proprio mentre Yasser al-Burhami, figura chiave di Dawaa, aveva sottolineato di aver molto «apprezzato» Sisi, ma ha detto che preferiva fossero tenute elezioni parlamentari prima delle elezioni presidenziali.