ECUADOR. Quito dice NO alla base USA

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Patricio Zambrano, ministro della Difesa dell’Ecuador, ha dichiarato che nessuna base militare straniera potrà essere presente nel paese andino, la cui costituzione ne vieta espressamente la presenza sul territorio nazionale.

Secondo quanto riporta Efe, Zambrao ha detto: «Non ci possono essere basi militari straniere nel nostro paese – è proibito dalla nostra costituzione», ha detto il ministro, quando ha risposto ad una domanda sullo smantellamento della base a Manta, nella provincia nordoccidentale di Manabi.

La questione se si possa permettere ad un contingente americano di operare in Ecuador, come era avvenuto fino al 2008, è un argomento sollevato da alcuni media locali, a causa dei contatti politici che i due paesi hanno ripreso, dopo anni di relazioni molto lontane durante il precedente governo Rafael Correa. Altra ragione per una simile domanda era che, dopo l’attacco del mese scorso nella città di San Lorenzo da parte di narcotrafficanti apparentemente legati in passato alle Farc, la statunitense Fbi partecipò all’indagine.

Zambrano ha detto che l’Ecuador è sempre a favore della cooperazione tra persone e paesi, ma si tratta di «cooperazione con il dovuto rispetto». Ha poi aggiunto che «una cosa è avere basi straniere sul nostro territorio e un’altra è avere il sostegno internazionale e la collaborazione di altri paesi, che sono benvenuti».

A metà settembre 2009, l’Ecuador lo considerava un «trionfo della sovranità nazionale» assumendo il controllo totale della base aerea di San Pablo de Manta, da cui gli Stati Uniti avevano lanciato operazioni antidroga nella regione per 10 anni.

Il patto che ha permesso agli Stati Uniti di utilizzare tale base era stato firmato nel 1999 dal presidente ecuadoriano dell’epoca, Jamil Mahuad, per un periodo di sei anni. Correa, che è diventato presidente dell’Ecuador nel 2007 e che ha governato per 10 anni, ha detto in quello stesso anno che non avrebbe rinnovato il patto con Washington per l’uso della base aerea, che è stata poi smantellata.

Lucia Giannini