EBOLA. L’insicurezza blocca le vaccinazioni in RDC per l’OMS

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L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha detto che la crescente insicurezza nella provincia del Nord Kivu della Repubblica Democratica del Congo sta minando gli sforzi di controllare l’epidemia di Ebola. L’Oms riferisce che il numero di casi di Ebola ha raggiunto i 200, inclusi 125 decessi, e ha detto che il virus potrebbe diffondersi in Uganda e Ruanda.

L’Oms riferisce che l’epicentro dell’epidemia di Ebola si è spostato dal villaggio di Mangina alla città di Beni, teatro di frequenti attacchi da parte di un gruppo ribelle ugandese contro civili e forze governative. L’Oms ha detto che gli attacchi delle forze di difesa ribelli non sono mirati ai soccorritori; ma, ha detto che i pericoli sono troppo grandi perché gli operatori sanitari possano muoversi liberamente nelle cosiddette “zone rosse”, perché ci sono sparatorie in corso o proteste violente.

Simili incidenti hanno costretto i lavoratori in prima linea a sospendere attività importanti, aumentando il rischio di diffusione del virus Ebola. Ciononostante, gli sforzi per contenere il virus continuano, afferma l’Oms e si stanno facendo importanti passi avanti. Tutti gli operatori sanitari e quali che sono in prima linea sono stati vaccinati, così come le persone che sono venute a contatto con coloro che sono stati infettati dall’Ebola, dall’inizio della vaccinazione iniziata l’8 agosto, cioè una settimana dopo la dichiarazione dell’epidemia, 15.807 persone sono state vaccinate in diverse aree.

L’Oms ha innalzato la sua valutazione del rischio per l’epidemia a livello nazionale e regionale da alto a molto alto. Esorta le province e i paesi vicini ad aumentare le attività di sorveglianza e di preparazione nel caso in cui il virus attraversi le frontiere e infetti nuove popolazioni.

Lucia Giannini