C’è Dubai dietro il caos a Tunisi e Sana’a?

102

IRAN – Teheran 14/12/2013. L’agenzia Fars afferma che dietro le tensioni in alcuni paesi arabi ci sia lo zampino degli Emirati Arabi Uniti.

«Ahmad Ali, il figlio di Ali Abdullah Saleh, è il leader di un gruppo militante in Yemen che compie atti terroristici nel paese» afferma l’iraniana Fars News Agency (Fna) citando finti yemenite. Secondo Fna, il figlio di Saleh , che gestiva la sicurezza e parte dell’esercito durante il governo di suo padre, starebbe ora cercando di infiltrarsi nell’esercito, corrompendo ufficiali di diverso grado. Un funzionario della sicurezza yemenita vicino al governo ha confermato quanto scoperto da Fna e ha aggiunto che  Mohammad Dahlan, consigliere del principe ereditario di Abu Dhabi, Sheikh Mohammed bin Zayed Al Nahyan, fornisce i fondi necessari per corrompere gli ufficiali dell’esercito yemenita; dopo Qatar e l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti sono il terzo stato del Golfo Persico ad eseguire operazioni clandestine all’estero per invertire la tendenza politica in quei paesi che hanno subito una rivoluzione politica negli ultimi due anni. secondo precedenti rivelazioni, gli Emirati Arabi Uniti si sarebbero offerti di pagare 250mila dollari per ogni dipendente tunisino, che si fosse dimesso dal proprio incarico nel governo Ennahda, un passo ulteriore nella scia delle misure adottate anche dall’Arabia Saudita per rovesciare i governi popolari di nuova costituzione nella regione: «Attraverso canali di comunicazione propri in Tunisia, gli Emirati hanno promesso ai membri della Assemblea Nazionale Costituente della Tunisia 400 mila dinari (250mila dollari), nel caso in cui si fossero dimessi dai loro incarichi e dall’Assemblea» aveva denunciato a Fna un legislatore tunisino a novembre 2013. Secondo la stessa fonte, gli Emirati Arabi Uniti cercherebbero di ripetere lo stesso scenario adottato contro il governo dei Fratelli musulmani in Egitto per rovesciare il governo tunisino guidato da Ennahda (AGC: Rischio egiziano in Tunisia?). Nasser al-Barahemi, membro della Costituente Nazionale tunisina, ha confermato la denuncia: «Gli Eau hanno anche promesso di reintegrare le persone (che si fossero dimesse) a nuovi incarichi politici, in futuro, oltre ai fondi sopra menzionati».  Fna era andata avanti e un altro funzionario tunisino aveva detto che gli Eau stavano spendendo miliardi di dollari per organizzare manifestazioni di protesta contro Ennahda e per rovesciare il presidente, Moncef Marzouki. Alla fine di luglio 2013, le forze di sicurezza tunisine hanno arrestato due cittadini degli Emirati Arabi Uniti che aveva segretamente incontrato i leader di Tamarod Tunisia sequestrando ingenti somme di denaro, documenti e manuali operativi per manifestazioni di e sit-in. Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita avrebbero investito ingenti somme per rovesciare i governi venuti fuori dopo le rivoluzioni di circa tre anni fa; la maggior parte dei loro sforzi si sarebbero concentrati su Egitto e Tunisia, le prime due nazioni che hanno ispirato e incoraggiato il resto del mondo arabo a resistere ai loro regimi totalitari. A luglio 2013, Tamarod Tunisia ha lanciato una petizione per sciogliere il parlamento del paese, una campagna simile a quella che in Egitto ha portato alla cacciata del presidente Mohammed Morsi: «Non vogliamo alcun sostegno da parte dei partiti politici per proteggere la nostra credibilità» ha detto Mohammed Bennour, uno degli organizzatori Tamarod. I commenti di Bennour sono venuti poco dopo che il capo di Ennahda, Rached Ghannouchi, ha respintol’ipotesi che il caso egiziani si potesse ripetere in Tunisia.