Pericolo tasse a Dubai?

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EMIRATI ARABI UNITI – Dubai 03/05/2014. Tassare o non tassare? A Dubai, si crede comunemente che qualsiasi tentativo di abbandonare lo status di “Paese esentasse” vedrebbe frotte di persone correre all’aeroporto con biglietti di sola andata per andare a casa e l’unica certezza per l’emirato sarebbe la morte dell’economia.

Il dibattito sulla imposizione o meno di un regime fiscale nel paese ogni tanto esplode; l’ultima volta è stata ai primi aprile, quando Damac Hussain Sajwani, a capo di una delle più grandi società private immobiliari, ha affrontato la possibilità che Dubai rinunci al suo status esentasse.
«Se ci fosse una imposizione fiscale, non ci vedrei nulla di male», ha detto Sajwani in un’intervista al Sunday Times. «Viviamo in un mondo in cui dovunque si vada c’è imposizione fiscale: Singapore ha tasse; Hong Kong ha tasse. Stanno fallendo? (…) Dubai deve investire enormemente sulle infrastrutture. Quindi, se il governo decide di imporre l’Iva e altre imposte, è un fatto normale. Lo Stato ha bisogno di soldi. Viviamo in una città di prima classe, molto sicura e con infrastrutture fantastiche, e le persone che ci vivono e ne godono dicono: “Noi non vogliamo pagare per tutto questo”. Ma dai su, “dobbiamo pagare”».
I commenti di Sajwani hanno generato un acceso dibattito nella business community araba: l’imposizione fiscale creerebbe fuga di capitali e di mano d’opera? Le imprese opterebbero per il Bahrein o per il Qatar?
A essere tassati sarebbero solo i cittadini? E se la cittadinanza venisse data solo a coloro che pagano tasse per un lungo periodo? Sarebbe un modo sensato per aiutare a finanziare i miliardi di dollari in infrastrutture in vista della World Expo nel 2020?