DONBASS. L’Ucraina perde l’1,6% del PIL

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Un gruppo tedesco di consulenti ha stimato che le perdite per l’economia ucraina derivanti dal blocco della circolazione delle merci attraverso la linea di delimitazione del Donbas, cioè il confine che di fatto separa le due entità, all’1,6 per cento del Pil ucraino.

Secondo quanto riporta Dw, è questo il dato fornito da Ricardo Giucci, guida del gruppo di esperti German Advisory Group Ukraine, Gagu: «Abbiamo ritenuto che l’Ucraina produce l’1,6 per cento del proprio Pil nelle aree attualmente fuori controllo», ha detto.

Il problema più grande, ha detto, sorge nella produzione dell’acciaio, e come effetto evidente sull’elettricità del paese. Come ha notato economista tedesco «dal punto di vista macroeconomico, è certamente uno shock per il paese», ma «non è un disastro». Ha poi spiegato che se nel 2013 le catene di produzione nel Donbass erano strettamente correlate, ora la situazione in tre anni è cambiata, l’integrazione si è contratta di molto, e riguarda principalmente la produzione di acciaio.

«In altri settori non ci aspettiamo forti scosse. Per lo più, da queste due regioni separatiste viene importata antracite e coke. Sarà costoso, ci saranno problemi logistici, ma l’Ucraina è in grado di gestire senza grandi conseguenze negative la transizione…», ha detto Giucci.

Un’alternativa al carbone dal Donbass in Ucraina può venire solo dal carbone o dalla fornitura di gas dalla Russia, visto che importare carbone dal Sud Africa non è attualmente possibile.

Il governo ucraino non ha ancora esattamente calcolato le perdite derivanti dalla cessazione dei rapporti economici dai territori non più controllati.

Le affermazioni del Gagu sono una risposta alla riunione del Fondo Monetario Internazionale con la Banca Nazionale dell’Ucraina svoltasi il 21 marzo, in cui il Fmi ha pubblicato le sue stime rettificate. Pertanto, si prevede che questo blocco rallenterà la crescita del Pil di 1,3 punti percentuali. In considerazione degli effetti negativi del blocco si prevede una crescita economica nel 2017 all’1,9 per cento.

Anna Lotti