Talebani spaccati a Doha

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AFGHANISTAN – Kabul. 18/07/13. «Il governo afgano chiede che il Pakistan rilasci i leader afgani in custodia al fine di agevolare il processo di pace a Doha» riferisce un funzionario afgano al Gulf Times.

Il funzionario, che si è presentato come un ex membro dei mujaheddin che combatterono nell’Hezbi Islami di Gulbuddin Hekmatyar nel “jihad” contro le forze sovietiche, ha detto che anche se il Pakistan ha fatto la cosa giusta con il rilascio di due dozzine di talebani afgani prigionieri lo scorso anno, tutti pensano che Islamabad abbia continuato a tenere prigionieri i massimi leader dell’organizzazione militante al fine di mantenere la sua morsa sul futuro dell’Afghanistan. Il funzionario, che ha parlato in anonimato, è oggi un diplomatico dell’amministrazione di Karzai. È stato chiesto specificamente al Pakistan il rilascio del Mullah Abdul Ghani Baradar, il secondo in comando del supremo leader talebano Mullah Omar, catturato in un’operazione congiunta di intelligence di Pakistan e Stati Uniti nel 2010. Il Mullah Baradar è il leader più anziano tra i talebani dopo il mullah Omar, con cui ha fondato il movimento talebano in Afghanistan nel 1994.

Il funzionario afgano ha sostenuto che al momento le persone che stavano negoziando per conto dei talebani nel loro ufficio di Doha non sono state scelte nei livelli superiori della leadership del movimento. «Nessuno è sicuro che i leader talebani a Doha possano effettivamente raggiungere un accordo tra talebani, Stati Uniti e il governo afgano. La maggior parte delle persone presenti lì sono molto giovani e inesperti», ha detto.

Un esempio è il portavoce ufficiale della sede talebana a Doha, Mohamed Naeem, che ha  trascorso gran parte della sua vita in Pakistan, formatosi presso l’Università islamica internazionale e solo molto più tardi unitosi al movimento talebano «pochi anni» prima di venire a Doha.

Il funzionario afgano avrebbe rivelato anche un’enorme spaccatura tra le fila dei talebani. «C’è un grande scollamento tra i membri talebani qua a Doha e i comandanti che hanno fatto la guerra e stanno in Afghanistan. Tutti si fanno una domanda: i talebani di Doha saranno in grado di adempiere alle promesse che hanno fatto in Afghanistan?». 

Secondo il funzionario intervistato la maggior parte dei comandanti talebani in Afghanistan ha obiettivi molto “locali”, come proteggere le loro attività commerciali nelle rispettive aree di influenza e potrebbero scegliere di ignorare il patto firmato dai leader talebani a Doha.

«E per questo motivo che il governo afgano è interessato al rilascio del Mullah Baradar, perché sappiamo che la sua parola incute rispetto in tutto il gruppo militante», ha poi detto.

I funzionari afgani e americani credono che, il Mullah Baradar sia il leader della Shura di Quetta in Pakistan.

Credono che il mullah Baradar sia disposto a negoziare con gli Stati Uniti e il governo afgano in modo indipendente senza sentirsi legato ai pakistani.

È interessante notare che i talebani stessi non hanno fatto alcun appello per la liberazione del mullah Baradar o descritto il suo soggiorno in Pakistan come detenzione o arresto.

Quando a un diplomatico pakistano a Doha è stato chiesto se un nuovo rilascio di prigionieri talebani fosse sul tavolo delle trattive, questi ha ribadito la posizione ufficiale che il Pakistan avrebbe continuato a fare tutto il possibile per facilitare il processo di pace.

Inoltre ha ricordato che il Pakistan aveva rilasciato già 26 alti dirigenti talebani in custodia dal 2012 in Pakistan, tra cui l’ex governatore di Helmand Abdul Bari, l’ex ministro della giustizia Nuruddin Turabi, l’ex ministro Allah Daad Tabib, l’ex governatore di Kabul mullah Daud Jan, e l’ex-governatore Mir Ahmed Gul. Tuttavia, si è rifiutato di dire se  altri eventuali capi talebani, tra cui il mullah Baradar, sarebbero stati rilasciati e quando.