Condannato attivista saudita

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STATI UNITI D’AMERICA – Washington 08/07/2014. Gli Stati Uniti,si sono detti “turbati” dalla condanna, comminata da un tribunale dell’Arabia Saudita, di un eminente avvocato dei diritti umani Waleed Abu Al Khair.

L’avvocato è stato condannato a 15 anni di carcere con l’accusa di aver cercato di minare lo stato e di aver vilipeso la magistratura. «Chiediamo al governo saudita di rispettare le norme internazionali sui diritti umani, un appunto che gli facciamo regolarmente», ha detto il portavoce del dipartimento di Stato, Jen Psaki. L’attivista saudita per i diritti è stato condannato con l’accusa di sedizione che include la rottura del vincolo di fedeltà al re Abdullah Bin Abdul Aziz, vilipendio per le autorità, la creazione di una associazione non autorizzata e incitamento alla violenza.
Il tribunale di Jedda gli ha anche comminato una multa di 200mila riyal sauditi, il divieto di espatrio per altri 15 anni, la chiusura dei suoi siti web, riporta la stampa saudita. Già ad ottobre 2013, Abu Al Khair era stato condannato sempre da un tribunale di Jedda a tre mesi di carcere per aver firmato nel 2011 una petizione contro l’arresto di un gruppo di attivisti che chiedevano riforme politiche.
Abu Al Khair, fondatore e direttore di un’organizzazione denominata Monitor of Human Rights in Saudi Arabia, aveva aspramente criticato la nuova legge anti-terrorismo emanata dal governo saudita all’inizio del 2014, considerata come strumento per soffocare il dissenso. Nel 2013, le autorità saudite sono state denunciate da alcuni gruppi per i diritti di incarcerare gli attivisti di spicco attraverso accuse come la creazione di un’organizzazione illegale per danneggiare la reputazione del paese. Il governo ha sempre respinto le accuse.