DAESH rivela l’ubicazione di 77 basi NATO e USA

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COREA DEL SUD – Seul 21/06/2016. Lo Stato islamico ha diffuso una serie di informazioni sulle basi militari Usa in Corea del Sud invitando i suoi membri presenti nell’area ad attaccarle.

La notizia è stata data dal Nis il 19 giugno tramite un comunicato. Daesh ha rivelato l’ubicazione delle basi aeree statunitensi nelle province di Gyeonggi e in quella settentrionale di Jeolla; inoltre sono stati rivelati i dati personali di alcuni cittadini della sudcoreani colpevoli di cooperare con gli americani. L’elenco completo messo on line comprende anche sede militari che appartengono all’Organizzazione del Trattato Nord Atlantico e agli Usa in 21 paesi. Gli Stati Uniti e la Repubblica di Corea hanno definito il 20 giugno, la sicurezza delle installazioni militari una priorità assoluta: «Attraverso una costante vigilanza ed esercitazioni periodiche con i nostri omologhi della Corea del Sud, rimaniamo pronti a rispondere in qualsiasi momento ad eventuali minacce», recita un comunicato del comando Usa. Le forze armate della Corea del Sud hanno confermato l’intenzione di fornire uomini e mezzi per le forze di sicurezza «allo scopo di respingere potenziali attacchi terroristici da parte dello Stato islamico» afferra un comunicato del 20 giugno dello Stato Maggiore sudcoreano, ripreso da Yonhap «Notizie d’intelligence, oltre che uomini sono trasmesse al Combined Forces Commando tra Corea del Sud e Stati Uniti». Delle basi militari in Corea del Sud vengono date le coordinate, la mappa dettagliata e le immagini satellitari, ottenute con Google Maps delle basi Usaf di Pyeongtaek e Gusan, riporta Voice of America. Il Cybercaliffato ha rivendicato l’azione, diffusa tramite Telegram; il Nis ha aggiunto che le autorità della Corea del Sud hanno preso tutte le misure necessarie per proteggere il paese da eventuali attacchi, in collaborazione con le forze armate sudocoreane e quelle degli Stati Uniti. La polizia sudcoreana inoltre ha già arrestato fino ad ora oltre 50 persone, tutte straniere, per legami con movimenti terroristici. Il primo ministro Hwang Kyo-Ahn, riporta The Korea Herald, ha detto il 20 giugno che: «Lo Stato Islamico sta minacciando la Corea del Sud indicandola come potenziale bersaglio per i suoi attacchi da settembre 2015»; il premier ha aggiunto che le unità antiterrorismo saranno rinforzate per salvaguardare il pubblico.