Daesh Modello Ramadi

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Sempre molto attivi i canali ISIS in rete. Negli ultimi giorni, sono stati molto attivi quelli palestinesi che postano notizie dall’Iraq, o cercano fondi oppure si censiscono.

Il Califfato da quando ha messo piede in Sinai ha inaugurato una campagna di indottrinamento e ricerca di uomini rivolta ai giovani combattenti palestinesi, perché sa che molti sono scontenti della condotta di Hamas. Inoltre la regione del Sinai e Israele sono confinanti e avere combattenti dalla Palestina è più facile che da altre zone come Tunisia o Marocco.

Usciti molti link per ascoltare in streaming radio al Bayan; Daesh di difende dalla “controinformazione”: vi sono stati account che hanno diffuso false notizie sulla conversione di al Baghdadi al cristianesimo.

Notizia smentita e condannata. Un nuovo video di 19 minuti dal titolo  “Narrow Upon Them”, è arrivato da Raqqa. Il titolo può essere tradotto con: «Vi stiamo con il fiato sul collo» promette di riprendere le aree prese e di colpire il nemico.

La situazione irachena invece di semplificarsi si complica. Il ritorno di imboscate e assassini nei dintorni e all’interno di Ramadi e nell’Anbar in generale esprime una nuova fase di Daesh e delle sue operazioni.

Daesh starebbe quindi mostrando quanto la sua preparazione militare sia utile ora in una fase in cui prepara e attua azioni veloci, in sicurezza, dopo essere stata in rifugi temporanei e aver viaggiato sotto i radar.

Dopo questa fase, poi si ritornerebbe con ampi attacchi volti contro le forze avversarie. Il metodo fino ad ora usato per le operazioni a Ramadi è un modello per le operazioni nel teatro siriano-iracheno e ora anche yemenita. Nel frattempo continuano i bombardamenti americani su Mosul: colpita la riva destra della città, 20 persone uccise e 17 ferite; e nuovi scontri in città contro le forze sciite. Inoltre continuano le operazioni di Daesh a Baghdad sempre contro gli sciiti.

In Siria la guerra tra i gruppi dell’opposizione potrebbe aprire diverse opportunità per Daesh. Non sarebbe la prima volta, infatti, che Daesh e Jabhat Fateh al Sham creino delle zone cuscinetto congiunte per far passare i combattenti per non soccombere e per poi tornare a combattersi in un secondo momento.

Interessante una dichiarazione apparsa sui media e poi ripresa dall’alveare Daesh, secondo cui l’alleanza Turchia – Arabia Saudita sarebbe stata spezzata in favore di un’altra Turchia-Iran, dando un senso così anche alle lotte intestine a Idlib, ad esempio, tra elementi “filo-Turchia” e “filo-Arabia Saudita”.

Proseguono poi le violenze nella cittadina egiziana di Al Arish. Una serie di attacchi contro le forze armate come quello contro le reclute dei giorni scorsi in cui una è rimasta uccisa e altre 5 ferite dai colpi di arma da fuoco esplosi da uomini armati non identificati. La reazione non si è fatta attendere e colpi di artiglieria hanno scosso i sobborghi di Al Arish. La Rete ci ha poi mostrato anche le foto degli effetti dei bombardamenti.

La presenza del Califfato Daesh nel Sinai oramai è tangibile sempre di più e le operazioni di intimidazione proseguono oramai quotidianamente. Altri attori si muovono nello scenario del Sinai: Israele che bombarda e monitora e Hamas che ha affermato di aver avuto colloqui proficui con lei autorità militari egiziane.
Redazione
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