I kirghizi in Da’esh

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ITALIA – Roma 17/06/2015. Sarebbero circa 300 i cittadini kirghizi nello Stato Islamico.

Questo dato sulla presenza centroasiatica nello Stato Islamico così come molti altri, arrivano cascata da una serie di account twitter o VKontakte (il Facebook russo) di mujaheddin di Da’esh. Il 13 giugno, riporta Rfe, ne è stato chiuso uno appartenente ad un soldato dello Stato Islamico originario del Kazakhstan, di nome Artyom (nella foto) e di nazionalità kazaka. Artyom affermava sul suo account di provenire da Atyrau, il principale porto kazako del Mar Caspio; nelle foto postate sul suo profilo ve ne sono parecchie con bambini, in mimetica, che Artyom afferma essere kirghizi. Il suo account è stato chiuso dopo che ha attirato l’attenzione dei giornalisti e del Comitato di Stato del Kirghizistan per la Sicurezza Nazionale (Gknb http://www.gknb.kg/, oggi inattivo). Il 13 giugno, l’agenzia Sputnik.kg, riportava le dichiarazioni del portavoce del Gknb, Rahat Sulaymanov, secondo cui le autorità stavano analizzando quanto affermato da Ayrton. Al 28 maggio precedente, secondo il Gknb, oltre 300 i cittadini kirghizi erano nelle fila di Da’esh in Siria e alcuni avevano poetato con sé anche la famiglia; l’antiterrorismo del ministero dell’Interno kirghizo affermava, dato riportato dal sito www.the24.kg il 15 giugno, che i kirghizi in Da’esh erano 352, tra di essi vi erano 49 donne e 22 minori. Questa presenza ha messo in imbarazzo il governo di Bishkek, che ha cercato di minimizzare la loro presenza; in una sorta di scarica barileetnico-politico, il Gknb ha accusato l’etnia uzbeka del paese di essere la causa della presenza kirghiza nello Stato Islamico, affermando che ben l’80 per cento dei cittadini kirghizi che combattono dentro lo Stato Islamico sono etnici uzbeki, simili affermazioni ha fatto il ministero dell’Interno di Bishkek tramite il servizio antiterrorismo, senza però fornire prove certe di quanto affermato.
Secondo l’International Crisis Group, (http://www.crisisgroup.org/) inoltre, ci sarebbero tra i 2.000 e i 4.000 cittadini provenienti da tutti i cinque paesi dell’Asia centrale ex sovietica (Kirghizistan, Uzbekistan, Turkmenistan, Kazakistan, e Tagikistan) nelle fila di Da’esh. Recentemente, il 16 giugno, riporta Rfe, Ryspek Abdysatarov, membro del segretariato del Consiglio della Difesa del Kirghizistan, ha detto in una tavola rotonda sulla sicurezza in Asia centrale che la cifra effettiva dei kirghizi in Da’esh può essere di gran lunga superiore a 352: «Il numero di quelli che sono andati in Siria può essere di 1.000 persone. Si tratta di gente che proviene dalle province meridionali». Come i kirghizi, anche i militanti kazaki avrebbero portato con sé la famiglia, come testimoniano parecchi video pubblicati dalle diverse case di produzione dello Stato Islamico. Lo stesso Artyom mostrato le fotografie dei suoi due figli, un maschio, Abdrakhman, e una bambina, non nominata.