“Dawlat al-Islam Qamat”, canzone più influente del 2014

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ITALIA – Roma 02/01/2015. «Probabilmente non troverete “Dawlat al-Islam Qamat” sulle liste dei top ten musicali dell’anno appena trascorso», afferma ar Raqqa Media, ma questa «canzone ha definito l’anno letteralmente in vita e in morte, e ha segnato la nascita di un quasi-stato che ha ottenuto l’attenzione del mondo».

“Oh mia Ummah, è apparsa l’Alba” è forse il più affascinante, ipnotico e inquietante brano musicale che si si possa aver sentito durante tutto il 2014. Per quanti hanno seguito lo svilupparsi delle diverse azioni dello Stato Islamico, con molta probabilità, le sue note non sono una novità. Uscito alla fine del 2013, “Oh mia Ummah, è apparsa l’Alba” sembra un brano «quasi fuori dal tempo», afferma il giornale, «solo quando ci si avvicina ai tre minuti ci si rende conto non è un normale pezzo di musica (…) C’è il suono di una spada sgauinata, stivali in marcia, lo staccato di una raffica di mitra». I primi versi recitano: «Oh mia Ummah, è apparsa l’Alba, quindi aspettiamo la vittoria tanto attesa. Lo Stato islamico è sorto dal sangue dei giusti».
“Oh mia Ummah, è apparsa l’Alba” è prodotta dall’Ajnad Media Foundation, casa discografica dello Stato islamico. Alex Marshall, giornalista della Bbc, autore di un libro di prossima uscita sull’analisi degli inni nazionali (titolo provvisorio Republic or Death), definisce questa canzone «l’inno nazionale» dello Stato Islamico, mentre Aymenn Jawad Al-Tamimi del Middle East Forum afferma che questo brano «ha aiutato lo Stato Islamico ha creare una sua identità distinta, a prescindere da altri gruppi jihadisti, con particolare attenzione ai temi quali la creazione del Califfato, qui e ora».
I canti jihadisti, o nasheed, non sono una novità, ci sono esempi dai movimenti islamisti in Egitto e in Siria alla fine degli anni Settanta e all’inizio degli Ottanta. Si tratta di canti islamici a cappella con un messaggio jihadista, conformi alle rigide interpretazioni dell’uso della musica nell’Islam. A parte la loro lunga storia nella cultura islamica, si trovano come colonna sonora in video delle guerre cecene, nei video dei separatisti kashmiri, o nelle produzioni della casa di produzione di al Qaeda, As-Sahab.
“Oh mia Ummah, è apparsa l’Alba” è un canto della serie dei nasheed dello Stato Islamico, ma la sua importanza è dimostrata non solo nel suo utilizzo da parte di Isis stesso, viene infatti utilizzato in occasione di eventi ufficiali nella sua capitale de facto, Raqqa, ma anche nella sua portata extra califfato. Boko Haram, ad esempio, molto vicino allo Stato Islamico, ha scelto questo brano canzone per accompagnare un discorso del suo leader, Abubakar Shekau, postato nel mese di ottobre. Anche se la maggior parte dei media punta l’attenzione sulla qualità della produzione video dello Stato islamico, tutti hanno una pista musicale “messianica” ed universale fatta apposta per i mujaheddin.