Da dove vengono le armi di DAASH?

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REGNO UNITO – Londra 12/12/2015. La maggior parte delle armi usate da Daash provengono dai saccheggi compiuti nei confronti dell’esercito iracheno e consistono principalmente di materiale rotabile progettato o fabbricato in stati dell’ex blocco sovietico, secondo Amnesty International.

I successi militari e sopratutto la cattura di Mosul hanno dato la possibilità a Daash di prendere un enorme riserva di armi, anche made in Usa che assieme alle attrezzature Nato nelle mani di Daash sono il risultato di trasferimenti di armi fatti all’Iraq dopo l’invasione del 2003. La maggior parte dell’arsenale di Daash sarebbe vecchio e datato tra il 1980 e il 1990. Si tratta di consegne di armi, fabbricate in quegli anni ma consegnate a diverse riprese all’Iraq o ai curdi finta metà del 2014. Daesh acquisterebbe anche armi dalle forze armate siriane e sul mercato illegale, afferra Amnesty. Lo stock essenziale di armi di Daash consiste principalmente di fucili d’assalto Kalashnikov, lanciagranate Rpg-7, veicoli blindati e carri armati russi e Humvee statunitensi. L’armamento proviene da almeno 25 diversi paesi, tra cui Russia, Cina, Stati Uniti e Unione europea. «Dal 2003 al 2007, gli Stati Uniti e gli altri membri della coalizione hanno trasferiti più di 1 milione di armi da fanteria e pistole con milioni di munizioni alle forze armate irachene, nonostante il fatto che l’esercito fosse poco strutturato, corrotto e indisciplinato (…) Centinaia di migliaia di quelle armi sono scomparse». Per Amnesty, però, sono le Ied che IS utilizza che hanno causato il maggior numero di vittime nelle forze peshmerga curde nel suo studio pubblicato recentemente.