Nuovo gelo per le Curili?

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RUSSIA – Mosca 27/09/2013. La Russia ha minacciato il 26 settembre di vietare l’esenzione dal visto per i funzionari governativi giapponesi che devono recarsi sulle quattro isole del Pacifico contese tra i due paesi, qualora facciano dichiarazioni sulla loro restituzione al Giappone.

La rinnovata tensione sulle isole, chinate Curili dai russi e Territori del Nord dai giapponesi, ha fino ad ora impedito a Mosca e Tokyo di firmare un trattato formale di cessazione delle ostilità e continua a ostacolare ancora gli sforzi per migliorare le relazioni tra le due nazioni. «Se per qualche ragione i politici giapponesi non possono astenersi dal fare dichiarazioni pubbliche sul tema delle isole dopo una visita a quello che è territorio russo, ci riserviamo il diritto di limitare la loro partecipazione e presenza in simili viaggi!, ha detto il ministero degli Esteri russo. Il Ministero ha sottolineato in una dichiarazione scritta che l’esenzione dal visto era stata consentita ai funzionari giapponesi come “atto umanitario”, soprattutto per permettere loro di visitare le tombe dei loro antenati. Il comunicato degli esteri di Mosca ha chiarito che si riferiva ai commenti di Ichita Yamamoto , ministro nipponico per Okinawa e gli affari dei Territori del Nord: Yamamoto, nel corso di una visita alle isole avrebbe detto che «la necessità di far tornare i territori alla madrepatria» è stata rafforzata dal suo viaggio. Tokyo non ha risposto immediatamente. Ad una domanda sulla minaccia russa, in una conferenza stampa, il capo di gabinetto giapponese Yoshihide Suga ha detto di non esserne a conoscenza, rifiutandosi di commentarla. Un servizio apparso sul quotidiano economico Nikkei che riportava la conferenza stampa del ministro Yamamoto, del 23 settembre, dopo la visita non sembrava contenere giudizi antirussi. «Abbiamo intenzione di accettare serenamente la condizione attuale che vivono i Territori del Nord e volgiamo risolvere la questione territoriale attraverso negoziati, senza oscillare tra speranza e disperazione» avrebbe detto il ministro in questione. Il presidente russo Vladimir Putin e il primo ministro giapponese, Shinzo Abe, avevano deciso di rilanciare i colloqui sulle isole nel corso di un vertice svoltosi a Mosca nel mese di aprile 2013; nuove tensioni sulle isole rischierebbero di far arretrare gli soffrivi fin qui fatti. Al momento non si vede un termine alla controversia, la ripresa dei colloqui è un primo passo anche per migliorare la cooperazione economica, che entrambe le parti dicono non abbia mai raggiunto la sua massima espressione. Le isole Curili, territori dai fondali ricchi, furono occupate dall’Unione Sovietica che aveva dichiarato guerra al Giappone nell’agosto 1945, il giorno prima della resa nipponica. L’occupazione sovietica costrinse a fuggire circa 17.000 giapponesi. Giappone e Russia sono ancora nominalmente in guerra e la conclusione di un trattato di pace dipende dalla risoluzione della disputa territoriale.

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