Guerra perpetua in Medio Oriente

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IRAQ- Tuz Khormato. 30/04/15. Nel silenzio dei media italiani in Iraq il 26 aprile in località Tuz Khormato, 55 km da Kirkuk si è consumata una tragedia.

Peshmerga e sciiti si sono sparati e uccisi, 94 morti. Nel caos più totale ognuno diceva di essere in pieno conflitto per proteggere i civili.  E questo è quello che accade regolarmente sia in Siria che in Iraq ogni giorno. Nessuno si pone il problema ma per esempio lo stato di Rojava (Siria del nord) che i curdi hanno dichiarato essere loro territorio indipendente dalla Siria, vede scontri con le popolazioni arabe che fino al 2011 occupavano regolarmente le loro proprietà. Molti di loro sono stati spodestati e messi nella condizione di doversene andare. Ma anche quando la pulizia etnica è avvenuta lo scontro si riapre tra sciiti e curdi. E mentre questi schieramenti si combattono ISIS si riorganizza e riappare. Ritornando  Tuz Khormato, Iraq, paese che vive politicamente un momento di transizione, il 26 aprile il capo della polizia Mustafa Amrili, sostenitore delle milizie sciite, ha respinto i suoi dipendenti curdi sotto minaccia di morte. Gli scontri etnici in Siria e Iraq sono all’ordine del giorno. Mentre in Occidente tutto appare chiaro: Daesh, ISIS, ISIL è il nemico gli altri sono tutti amici. Purtroppo la realtà è molto diversa e quando la caccia a ISIS sarà finita ci sarà un’altra guerra in corso tra sciiti e curdi per l’assegnazione del territorio. E in questa guerra perpetua a farne le spese sono i civili costretti a spostarsi e a diventare prima profughi nella loro nazione e poi verso altre nazioni.