I piedi dei migranti cubani

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STATI UNITI D’AMERICA – Washington 01/12/2015. Grande distanza tra Usa e Cuba sui flussi migratori cubani negli States.

Il governo cubano, il 30 novembre, ha chiesto agli Stati Uniti di porre fine alla politica che consente ai cubani che raggiungono il suolo americano di poter restare negli Usa sostenendo che incita all’immigrazione clandestina e crea crisi come l’attuale situazione in Costa Rica, in cui sono bloccati migliaia di cubani diretti verso gli States. La questione è stata il punto di maggiore disaccordo in occasione della riunione biennale sull’immigrazione cui hanno partecipato i rappresentanti dei governi di Cuba e degli Stati Uniti presso il Dipartimento di Stato a Washington. La legge Usa del 1966 consente infatti ai migranti cubani che riescano a mettere piede sul territorio degli Stati Uniti il ​​diritto di richiedere la residenza permanente, un anno dopo il loro arrivo, mentre i migranti intercettati in mare vengono rimpatriati a Cuba; si tratta della politica del “wet foot, dry foot”. La delegazione cubana ha ribadito la sua irritazione in un comunicato per la persistenza di una «manipolazione politicamente motivata delle questioni migratorie cubane» da parte degli Stati Uniti. La delegazione degli Stati Uniti, al contrario, ha messo in chiaro che Washington non ha alcuna intenzione di fare cambiamenti alla sua politica di immigrazione. Il dialogo sull’immigrazione è uno dei rari contatti bilaterali mantenuti da Washington e L’Avana prima che nel dicembre 2014 iniziasse il loro riavvicinamento che ha portato alla riapertura delle relazioni diplomatiche bilaterali a luglio 2015.