CUBA. Rosneft, e Mosca, si rafforzano a Cuba

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La Russia ha approfittato della situazione di rinnovata tensione tra Cuba e gli Usa per ristabilire la sua influenza sull’isola. Nel corso degli ultimi sei mesi il riavvicinamento USA-Cuba non solo è rallentato, ma è sottoposto a forti tensioni, ha avvertito il governo cubano la settimana scorsa, riporta Efe. Anche se il numero di viaggiatori americani a Cuba era salito di quasi il 250 per cento prima di iniziare nuovamente a diminuire, il dialogo bilaterale sull’assistenza sanitaria e l’ambiente è paralizzato e le riunioni, prima all’Avana, sono state spostate, oggi, a Washington.

In mezzo a questo disordine, gli ex alleati russi di Cuba hanno iniziato a dare segnali inequivocabili di rinnovato interesse per l’isola, compiendo mosse vitali per l’economia cubana, come l’invio di una spedizione di petrolio lo scorso maggio per alleviare il crollo delle forniture di petrolio dal Venezuela. Sei mesi prima del ristabilimento dei legami diplomatici bilaterali, il Cremlino aveva cancellato il 90 per cento del debito di Cuba nei confronti della Russia.

Appena sei mesi dopo, Castro si è incontrato a Mosca con il presidente russo Vladimir Putin, e il 16 dicembre il leader cubano ha dato il benvenuto al capo della più grande compagnia petrolifera russa, Rosneft, Igor Sechin, considerato il braccio destro di Putin. Sechin e Castro si conoscono da anni. 

La Russia, quarto partner commerciale di Cuba, partecipa alla modernizzazione del sistema ferroviario dell’isola e il turismo russo a Cuba è aumentato del 40 per cento alla fine di settembre.

Rosneft ha iniziato a spedire carburante a Cuba a maggio: sono state le prime importanti forniture di carburante russo dall’inizio degli anni Novanta. Rosneft, nel mese di ottobre, ha detto che stava prendendo in considerazione l’aumento delle spedizioni di petrolio a Cuba e il miglioramento della capacità di raffinazione sull’isola.

A Cuba, quest’anno, è stato fornito un volume equivalente a circa 1.865.000 barili e valutato a 105 milioni di dollari ai prezzi correnti. In confronto, la Russia ha dichiarato di aver spedito prodotti petroliferi a Cuba dal 2010 al 2015, per un valore di 11,3 milioni di dollari. Cuba consuma 140.000 barili al giorno di prodotti petroliferi.

Inoltre, nel novembre 2016 Russia e Cuba hanno firmato diversi accordi nei settori militare, dei trasporti, dell’elettricità e della medicina; mentre le nuove regole dei dipartimenti del Tesoro, del Commercio e dello Stato degli Stati Uniti che cercano di stroncare economicamente la leadership cubana hanno inoltre creato un clima di paura e incertezza tra gli investitori americani riguardo all’isola; mentre il Cremlino ha confermato la sua “solidarietà indistruttibile” con Cuba.

Luigi Medici