Nuove speranze per il nickel cubano

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CUBA – L’Avana 20/06/2016. Il nichel cubano, una delle principali fonti di entrate dell’isola, deve vincere una serie di sfide alla ricerca dell’efficienza e alla sua ricerca di partner stranieri per restare al passo in un settore indebolito dal riflusso dei prezzi internazionali del minerale.

Le autorità del settore però hanno grandi speranze che le nuove relazioni cubane con gli Stati Uniti porteranno grandi opportunità. Cuba è tra i primi produttori mondiali di nickel, con un settore concentrato nella città di Moa, provincia di Holguin, a circa 800 chilometri ad est di L’Avana, considerata la “capitale del nichel” cubano. Due fabbriche di estrazione e trasformazione vi operano, una è l’impianto Pedro Sotto Alba (in apertura) costruito nel 1957, dal 1994 opera come una società mista, la Moa Nickel S.A., una joint venture tra la monopolista Cubaniquel e la società canadese Sherrit International. Con una forza lavoro di 1.936 dipendenti, l’impianto di Pedro Sotto Alba attualmente produce 37.500 tonnellate di nichel o di cobalto, la sua capacità produttiva massima. La materia prima è ottenuta da miniere di nichel a cielo aperto a Moa, dove esiste abbastanza del minerale per i prossimi 18 o 20 anni al tasso attuale di produzione.
Il prezzo del nickel sul mercato internazionale è sceso negli ultimi anni da 14mila dollari a tonnellata a 8.000, il 45 per cento in meno. Le rinate relazioni con gli Stati Uniti offrono una nuova speranza per l’industria del nichel dell’isola, quando Washington eliminerà l’embargo sull’isola caraibica; le vendite di nichel, infatti, figurano tra le principali esportazioni dell’isola, dopo servizi professionali e turismo.