Cristina Fernandez alla sbarra

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di Tommaso dal Passo ARGENTINA – L’ex presidente argentino Cristina Fernandez è stata processata l’11 novembre per amministrazione fraudolenta ai danni dello Stato argentino nel cosiddetto caso “Dollar future” che ha portato al sequestro di 15 milioni di pesos, equivalenti a un milione di dollari.

La seconda Corte federale di Buenos Aires ha confermato le accuse e il sequestro per l’ex ministro dell’Economia Axel Kicillof, l’ex presidente argentino della Banca centrale Alejandro Vanoli, e per gli altri dodici membri del consiglio dell’epoca, riporta Mercopress. Con questa ultima sentenza il giudice federale Claudio Bonadio considera l’inchiesta conclusa e ora passa alla fase successiva, il processo vero e proprio. L’ultima decisione può essere però impugnata davanti alla Cassazione, ultima risorsa nel procedimento penale argentino.

Secondo la decisione, pubblicata dal Judicial Information Center, Cij, ci sono prove sufficienti per sostenere le accuse contro Fernandez e Kicillof, personaggi «centrali nella decisione di defraudare i beni della Banca centrale». La procura federale sostiene che Cristina Fernandez, nel suo mandato presidenziale, è stata responsabile di aver forzato la banca centrale a vendere dollari sul mercato dei futures ad un prezzo basso, causando quindi, con quella operazione, forti perdite per la banca.

La difesa sostiene che coloro che hanno acquistato dollari nel mercato dei futures erano uomini d’affari, la maggior parte dei quali sono membri attuali del governo del presidente Mauricio Macri, e tutti loro sono stati autorizzati dal giudice federale Bonadio ad effettuare simili operazioni. Il mercato dei futures del dollaro è un investimento a breve termine nella valuta statunitense. Quando Macri ha assunto l’incarico ha lasciato fluttuante il tasso di cambio, che ha comportato una svalutazione del 32% del peso argentino nei confronti del dollaro.

A maggio, Bonadio aveva deciso di procedere contro l’ex presidente, la sua difesa aveva respinto l’accusa sostenendo che la banca centrale è totalmente indipendente dal controllo dell’esecutivo. Le accuse dell’amministrazione Macri vengono ritenute una persecuzione politica della nuova ammnistrazione.