Fumata nera per il governo libico

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LIBIA – Bengasi. 18/09/14. Fonte Afp. La Camera dei rappresentanti (parlamento) ha respinto il nuovo governo libico del primo ministro Abdullah, che è stato riconosciuto dalla comunità internazionale, e gli ha chiesto di formare un mini governo di “crisi”.

Il deputato, che ha chiesto di non essere identificato, ha detto che «la Camera dei Rappresentanti ha accettato di rinnovare e dare fiducia solo se si da vita a un governo di crisi, ridotto, dove ci debbono essere solo sei ministeri sovrani, in particolare: esteri, interni, difesa, sanità, istruzione e governo locale in modo da concedere maggiori poteri ai consigli comunali delle aree». La fonte ha aggiunto che la Camera dei Rappresentanti ha votato oggi per l’interesse del governo per 10 rappresentanti del governo invece dei 18 proposti dal Primo Ministro ieri.
Ma le autorità hanno difficoltà nell’esercitare la reale autorità in Libia in mano alle milizie e che sta lentamente scivolando nel caos. Pertanto, il governo e la Camera dei Rappresentanti fanno pressione affinché ci si liberi delle milizie schierate pesantemente a Tripoli. Si consiglia di mantenere un considerevole portafoglio per la difesa e la guida degli interni dovrebbe essere affidata a Hoael Ashour, un ex ministro del precedente governo, guidato da Ali Zaidan (da novembre 2012 a marzo 2014).