La Crimea non sopporta i nazionalisti

67

UCRAINA – Crimea. 07/13/14. La Crimea tra poco, il 16 marzo, dovrà scegliere se essere una regione della Federazione russa o rimanere parte dell’Ucraina. Fonte Lenta.ru

Il referendum del 16 è figlio indesiderato dopo i fatti di fine febbraio a Kiev che hanno portato alla morte di 100 persone. Le ragioni di tanta fretta, di separasi dall’Ucraina, a dire il vero all’Occidente non sono molto chiare.

Di certo c’è che il polo industriale siderurgico dell’Ucraina, siturato a est del Paese, vedi anche Crimea, è guidato da oligarchi russi. E quindi il repentino cambio di potere al governo la destituzione presidente Viktor Yanukovich, filorusso, non ha favorito l’avvicinamento con i favorevoli “all’annessione” dell’Ucraina alla Russia.

Sostanzialemnte è nel clima di incertezza politica, con il rischio che le tasse vadano alle stelle per cercare di redistribuire la ricchezza spremendo come un limone il ricco Est, che esplode la voglia di indipendenza. Un desiderio sopito e mascherato fintanto che al potere centrale Ucraino vi era una dirigenza amica di Putin. Quindi meglio dividersi e annettersi alla vecchia madre Russia. Non solo, la maggior parte degli affari la Crimea li fa con Mosca. Infine, sempre da Mosca arriva la formazione militare, sono attualmente in 26 gli ufficiali che frequentano le scuole militari russe.

Le relazioni tra Ucraina e Russia si sono esacerbate proprio dalla situazione in Crimea. Regione che ospita diverse etnie: tatari 12 per cento della popolazione, che russi non sono, russi, 58% della popolazion, 24 per cento circa di ucraini, 1,5 di bielorussi, 0,2% di ebrei, moldavi, azeri. 

Quindi una fetta importante della popolazione di Crimea si è opposta alla nuova dirigenza ucraina, che ha sostituito Yanukovich. Il malcontento in Crimea, sostanzialmente, è salito quando al potere sono saliti i nazionalisti ucraini. Nella Penisola è stato nominato il nuovo primo ministro, un attivista filo-russo Sergei Aksenov, che si è rifiutato di riconoscere la nuova dirigenza di Kiev e contemporaneamente ha fatto sì che la Penisola fosse gestita dalle forze dell’ordine, i nazionalisti hanno chiosato questo gesto come “colpo di stato”. Nel frattempo Akesenov ha anche fatto appello alle autorità russe per l’assistenza a garantire la pace nella regione. Il 1 marzo Consiglio della Federazione ha autorizzato il dispiegamento di truppe russe in Ucraina.