GIAPPONE. Crescono i salari

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Il salario medio mensile dei giapponesi nel 2016 è aumentato del 0,7 per cento in termini reali rispetto all’anno precedente. Si tratta del primo aumento di questo tipo in cinque anni, secondo i dati del governo, ripresi da Efe.

I dati del Ministero del Lavoro si basano su un sondaggio condotto su oltre 33mila aziende con più di cinque lavoratori provenienti da diverse parti del paese.

L’aumento è dovuto principalmente agli aumenti dello stipendio di base approvato nel corso dei negoziati tra le grandi aziende e le grandi organizzazioni sindacali avvenuti nella primavera del 2016 e il lieve calo dei prezzi registrato per tutto l’anno, pari allo 0,3 per cento per l’intero 2016.

In termini nominali, il salario medio mensile in Giappone, tra cui rientrano gli straordinari, è aumentato dello 0,5 per cento dal 2015 arrivando a 315,372 yen, nel 2016, secondo i dati pubblicati dal ministero del Lavoro, della Salute e del Welfare nipponico.

L’attuale governo guidato dal primo ministro Shinzo Abe ha cercato per anni di attuare aumenti salariali al fine di creare una crescita dei profitti delle imprese, dei salari e dei consumi che avrebbe messo fine al ciclo deflazionistico che la terza più grande economia del mondo ha sofferto per quasi due decenni.

Dai dati pubblicati si evince anche la crescente disuguaglianza nel mercato del lavoro giapponese, poiché la percentuale di lavoratori part-time nella forza lavoro ha raggiunto la percentuale record di 30,7 per cento nello scorso anno.

Inoltre, i salari di questi lavoratori sono diminuiti dello 0,1 per cento in termini nominali arrivando a 97,670, mentre quelli dei dipendenti con contratti a tempo indeterminato è aumentato dello 0,8 per cento arrivando a 411,788 yen.

D’altra parte, il salario medio mensile nel mese di dicembre è sceso in termini reali dello 0,4 per cento annuo, che è considerato il primo calo in un anno, mentre in termini nominali è aumentato dello 0,1 per cento a 544,823 yen.

Maddalena Ingrao