COVID-19. In Svezia: meno contagi, curva piatta e no lockdown

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A settembre 2020, mentre in Europa la curva dei contagi si impenna (più della metà dei Paesi della Unione Europea ha registrato un aumento dei casi superiore al 10% in circa 14 giorni), la Svezia evita l’arrivo della seconda ondata caratterizzato da un notevole incremento dei nuovi casi di contagio nonostante la politica anti lockdown.

La Svezia ha registrato un picco di contagi verso la fine del mese di giugno 2020 con più di 1.500 nuove persone infette al giorno, scendendo successivamente sino ad arrivare all’appiattimento della curva a settembre 2020. Sono stati censiti 5.865 decessi su una popolazione globale di poco più di 10 milioni di abitanti e poco più di 88.000 casi di Covid-19. Nel complesso le persone decedute sono in gran parte anziani ospitati nelle case di riposo che non hanno resistito alla prima ondata.

I casi di morte per Covid-19 sono passati dal picco del periodo di metà aprile (più di 100 morti al giorno) a circa due morti massimo tre al giorno a settembre 2020. È sorprendente che la politica anti lockdown, tanto criticata, abbia portato ad appiattire la curva dei contagi, mentre Francia, Spagna e Germania vedono un netto incremento della curva delle infezioni e pensano di attuare nuovi lockdown localizzati. Secondo i dati raccolti è possibile anche che la rilevazione sia influenzata dal fatto che in Svezia si stiano eseguendo meno tamponi (1,2 ogni mille persone) di quelli eseguiti in altri stati.

Le autorità svedesi non hanno mai imposto il lockdown. Sono state elaborate misure di contenimento che hanno introdotto limitazioni riguardanti solamente il divieto di assembramenti con più di 50 persone, l’imposizione a bar e ristoranti del servizio ai tavoli, e la sospensione delle visite agli anziani nelle case di riposo al fine di tutelarli. È stata realizzata a cura delle Autorità centrali e locali una massiccia campagna di informazione sull’importanza dell’igiene, del distanziamento sociale, dell’adozione del telelavoro. I cittadini sono stati invitati ad evitare viaggi e spostamenti non necessari sia all’interno del paese che all’estero. Gli studenti, fino ai 16 anni di età, hanno frequentato in presenza le scuole. Le indicazioni fornite alla popolazione sono quelle di auto isolarsi dai familiari e rimanere a casa in caso di manifestazione di sintomi di raffreddore o difficoltà respiratorie contattando i servizi sanitari.

Si deve considerare che l’amministrazione politica e burocratica della Svezia è complessa. La forma di governo è una monarchia parlamentare amministrata al centro dal primo Ministro e dal Governo mentre localmente 21 contee e circa 290 comuni governano il territorio. Pertanto la realizzazione di una campagna anti Covid-19 sul territorio vede più attori impegnati sul campo che se da un lato moltiplicano le risorse impiegabili dall’altro potrebbero portare a innumerevoli contrasti se la cittadinanza e i suoi rappresentanti non condividessero la linea del Governo centrale.

All’inizio del mese di settembre i responsabili dell’Oms dell’Europa elogiano la Svezia per aver saputo appiattire la curva dei contagi e dei deceduti: un risultato simile è stato sicuramente opera degli eccellenti servizi sanitari del Paese, della efficace e capillare campagna di sensibilizzazione e di una eccezionale responsabilizzazione della cittadinanza. Come richiamato dal primo Ministro Svedese “nessuno si può salvare da solo” e tutti, persone e Stati, devono cooperare per evitare non solo i danni alla salute ma anche all’economia e ai mezzi di sostentamento dell’intero sistema sociale. Le parole di elogio vanno soprattutto ai cittadini svedesi che senza l’imposizione di norme coercitive hanno saputo adottare comportamenti e misure precauzionali efficaci suggerite dalle autorità istituzionali e dalla comunità scientifica.

Redazione