COVID 19. Croazia, turismo e pandemia

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L’arrivo della stagione turistica ha fatto impennare i contagi.

La pandemia Covid-19 arriva ufficialmente il 25 febbraio 2020 a Zagabria. Verificando la curva dell’incremento delle persone infette si vede come sia cresciuta in modo esponenziale ma contenuto e sempre sotto controllo. Le ragioni della crescita controllata sembrano derivare dalla campagna di informazione del Governo e dalle precauzioni adottate puntualmente dalla popolazione, forse anche un po’ timorosa. È un fatto che alle elezioni politiche del 5 luglio 2020 l’affluenza alle urne è stata la più bassa della storia del Paese: poco meno del 47% della popolazione. La paura di poter essere contagiati potrebbe aver influito sulla affluenza alle urne. La vittoria è andata al centro destra con un relativamente giovane primo Ministro, Andrej Plenković (classe 1970) proveniente dalla carriera diplomatica. La coalizione di centro sinistra ha perso le elezioni ma si è registrata una crescita notevole dei verdi ambientalisti e sinistra radicale (7 seggi).

Il governo adotta un periodo di lockdown relativamente breve fortificando in poco tempo il sistema sanitario e adottando graduali riaperture in sicurezza delle diverse attività in modo da garantire la ripresa delle attività sociali ed economiche. La Banca nazionale adegua tempestivamente il quadro normativo e il monitoraggio al fine di sostenere la liquidità delle banche. Inoltre si adottano diverse misure per sostenere i lavoratori e gli imprenditori considerata la contrazione dei volumi di affari. Sono istituiti conti dedicati per la raccolta di donazioni, garantiti prestiti senza interessi, sono iniettati nel sistema molti milioni per sostenere il turismo e i centri di spesa regionali per il sostegno dei servizi e degli investimenti produttivi. In aggiunta il governo sovvenziona le ore di lavoro perse – garantendo in tal modo il posto di lavoro a patto della adozione di una riduzione proporzionata dell’orario di lavoro – così sostenendo sia i lavoratori che gli imprenditori. Il mercato finanziario croato registra perdite dal 32% al 25%, mentre per il 2020 è prevista una recessione di non meno del 9% del PIL.

Dopo il lockdown e la chiusura delle scuole, il 16 marzo 2020, con la contestuale prosecuzione della didattica in modalità a distanza impartita attraverso trasmissioni di servizio pubblico, il 25 maggio 2020 l’istruzione primaria riprende a pieno ritmo senza far registrare un significativo incremento dei contagi, grazie anche al pieno rispetto delle regole di distanziamento. Considerata la buona gestione della prima ondata del Covid-19, si decide di poter partire con tranquillità per la stagione turistica. All’inizio di agosto in Croazia si trovano 700.000 turisti che sono comunque circa il 30% in meno rispetto allo stesso periodo negli anni precedenti. L’arrivo dei vacanzieri, senza controlli sul loro stato di salute, e il mancato rispetto delle regole precauzionali porta ad un vertiginoso incremento dei contagi a partire dalla fine di giugno sino a metà agosto 2020. Sul sito governativo dedicato al coronavirus – dove si informa la popolazione sull’andamento della distribuzione dei casi di Covid-19il 24 agosto 2020 si può constatare che i maggiori casi di infezione, 619, si registrano nella regione spalatino-dalmata a prevalente vocazione turistica.

Dalla storia della Croazia emerge la riprova che la pandemia Covid-19 ha una diffusione esponenziale ed è molto pericoloso abbassare la guardia senza proteggersi con la mascherina, non mantenendo il dovuto distanziamento e non curando scrupolosamente l’igiene. Occorre prevenire la diffusione del virus non solo per salvare vite umane, ma anche per rendere possibile, anche se difficile, una ripresa economica dei territori ed un futuro per le giovani generazioni.

Redazione