Costituzione congelata in Marocco

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MAROCCO – Parigi. Il principe Moulay Hicham, cugino del re del Marocco Mohammad VI, ha detto in una intervista televisiva alla tv francese France 24, che lo spirito della nuova Costituzione, adottata lo scorso anno, nel tentativo di soffocare le proteste della primavera araba, rimane «congelata».

Alla domanda se era “business as usual” nel regno marocchino, il principe ha detto che le riforme costituzionali approvate con un referendum nel luglio 2011 erano partite«in buona fede. (…) Ma non siamo ingenui, tali riforme sono state avviate a seguito della forte pressione» sul regime, ha aggiunto il terzo in linea al trono, noto come il “principe ribelle” per la sua esplicita critica del sistema politico del Paese.

Le modifiche costituzionali, introdotte dal re per frenare i suoi poteri quasi assoluti, a seguito delle proteste nel Paese nordafricano, simili ai disordini che hanno rovesciato i regimi in Tunisia e Egitto hanno aperto la strada per storiche elezioni, svoltesi nel novembre 2011. Le elezioni hanno portato il partito islamico moderato “Giustizia e Sviluppo” al potere.

Ma «in assenza di vere e proprie forze democratiche, che portino avanti il progetto e garantiscano che si tratti di una fase del processo di riforma e non il fine, lo spirito della Costituzione rimane congelato», ha detto il principe.

Il re ha promesso di accelerare le riforme, fra cui il rafforzamento dell’indipendenza della magistratura e la lotta alla corruzione.

Ma rimane la frustrazione per la loro lentezza e per la corruzione diffusa, manifestata attraverso le proteste di centinaia di attivisti per le strade delle città principali del Marocco che chiedono il cambiamento.