Kaesong inizia a riattivarsi

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COREA DEL SUD – Seul 10/07/2013. Ha avuto esito positivo il tentativo di apertura al dialogo lanciato dalla Corea del sud alla Corea del nord, per la riattivazione del polo industriale di Kaesong. Sessanta proprietari sud coreani sono infatti tornati nella regione oggi, per la prima volta dopo due mesi, per ispezionare le loro attrezzature di produzione, in vista della possibile riapertura degli impianti. Un altro gruppo di proprietari andrà a Kaesong l’11 luglio, per lo stesso motivo.

Come proposto dalla Corea del sud, i rappresentanti dei due governi si sono incontrati nel fine settimana al confine tra le due Coree ed hanno concordato le ispezioni dei proprietari del sud, senza invece decidere nulla in merito alla riapertura degli impianti. Un nuovo incontro ci sarà lunedì prossimo. Ho Suh, il capo della delegazione sudcoreana, ha detto che la Corea del nord deve accettare «gli standard internazionali di buon senso», riferendosi alle recenti polemiche sul riarmo nucleare, prima che il complesso di Kaesong possa essere riattivato e ulteriormente sviluppato. L’obiettivo della Corea del sud è assicurarsi che il governo del nord non permetta a questioni politico-militari di interferire col complesso industriale e col progetto economico comune alle due regioni. Il presidente sud coreano, Park Geun-hye, sostiene che la Corea del nord debba permettere alle imprese straniere di entrare nel Kaesong; “se il complesso di Kaesong diventa internazionalizzato con le fabbriche straniere, la Corea del Nord non sarà in grado di fare cose intollerabili sotto gli standard internazionali, come ad esempio un divieto di viaggio improvviso o un improvviso aumento delle tasse”, come invece è avvenuto in passato, spiega il presidente. La Corea del nord si era già opposta, prima della chiusura degli impianti, all’ingresso delle imprese straniere nel polo industriale, definendo la richiesta un complotto criminale volto alla diffusione del capitalismo e alla distruzione del sistema politico socialista vigente. Il capo della delegazione del nord, Pak Chol-su, sta insistendo su una ripresa rapida delle attività, senza tante condizioni, facendo leva, per convincere il governo del sud, sulle istanze dei proprietari  preoccupati per l’arrivo dei monsoni (e il deterioramento dei loro macchinari, dunque). Ma nella Corea del sud sono diverse le posizioni riguardo la riapertura del Kaesong: da una parte i liberali, convinti che la cooperazione tra le due Coree possa  persuadere il nord ad abbandonare le sue armi nucleari; dall’altra i conservatori, ben sollevati dalla chiusura degli stabilimenti, poiché convinti che la maggior parte degli 80-90 milioni di dollari pagati annualmente come salario dei lavoratori sono finiti nelle casse del governo nord coreano, per costruire armi nucleari. Ma il governo conservatore sudcoreano della signora Park insiste sul fatto che non ha alcuna intenzione di collaborare con il nord, se prima questo non cambia il suo comportamento provocatorio.  E i sondaggi mostrano che tale posizione è la più popolare tra i sudcoreani.