COREA DEL SUD. Sminata la DMZ, viene eliminato il rischio di una guerra 

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Le due Coree stanno portando avanti le loro operazioni di sminamento della Demilitarized Zone, Dmz, per realizzare il loro piano di disarmo della Joint Security Area, Jsa, nella zona cuscinetto che le separa. L’esercito sudcoreano ha completato il suo lavoro di sminamento, mentre l’esercito nordcoreano avrebbe finito il suo lavoro il 20 ottobre, in linea con il recente accordo delle due parti, volto a ridurre le tensioni ai confini e prevenire scontri accidentali, riporta Yonhap.

Secondo l’accordo firmato dopo il terzo vertice tra il presidente Moon Jae-in e il suo omologo nordcoreano Kim Jong-un il mese scorso a Pyongyang, le due forze armate hanno iniziato le operazioni di sminamento della durata prevista di 20 giorni lo scorso 1 ottobre. Durante il processo di sminamento, il Nord ha scoperto e smaltito circa cinque mine, mentre il Sud non ne ha trovato nell’area di sua responsabilità.

In base all’accordo bilaterale, le due parti, insieme al Comando delle Nazioni Unite, Unc, ritireranno i posti di guardia, il personale e le armi dalla Jsa entro cinque giorni dal completamento delle operazioni di sminamento, data prevista, quindi, il 25 ottobre. Insieme al ritiro previsto, le due Coree e l’una prevedono di adeguare le apparecchiature di sorveglianza nel Jsa. Le tre parti dovrebbero tenere la loro seconda riunione trilaterale per discutere una serie di questioni, compresa la formazione di un’istituzione per la gestione congiunta della zona di confine dopo il disarmo.

L’accordo intercoreano ha concretizzato la parte militare della dichiarazione del vertice Moon-Kim di aprile che si è impegnata a trasformare la Dmz in una zona di pace, a porre fine a tutti gli atti ostili reciproci e ad eliminare praticamente il pericolo di una guerra.

L’Unc nei giorni scorsi aveva rilasciato un comunicato stampa per notare che, insieme ai capi di Stato maggiore della Corea del Sud, aveva esaminato e verificato il lavoro di sminamento svolto per eliminare i sospetti che l’Unc guidata dagli Stati Uniti possa sentirsi a disagio riguardo all’accordo, il che potrebbe ostacolare le operazioni in prima linea delle forze americane.

Tommaso dal Passo