COREA DEL SUD. Seul manda navi nello Stretto di Hormuz

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Il ministro della Difesa sudcoreano Jeong Kyeong-doo terrà un incontro con l’omologo statunitense Mark Esper a Seul il 9 agosto, visti i crescenti appelli di Washington agli alleati per la protezione delle rotte di navigazione dagli attacchi iraniani in Medio Oriente. 

Il viaggio del segretario alla Difesa statunitense, riporta Korea Herald, arriva quando entrambi i paesi affrontano questioni di sicurezza, tra cui i recenti lanci di missili della Corea del Nord come rappresaglia contro l’esercitazione militare Corea del Sud-Usa e la costruzione di una coalizione globale per pattugliare il Golfo. Si prevede inoltre che i due paesi avvieranno negoziati sull’accordo di ripartizione dei costi per le truppe statunitensi di stanza in Corea. Esper è al suo primo viaggio internazionale dall’assunzione dell’ufficio il 23 luglio. Il viaggio prevede Australia, Nuova Zelanda, Giappone, Mongolia e Corea del Sud. 

Seoul dovrebbe inviare le Cheonghae Unit, che sono nelle acque fuori della Somalia dal 2009 per affrontare la pirateria, allo stretto di Hormuz nel Golfo Persico. Si tratta di un passaggio importante per Seoul, con oltre il 70 per cento delle sue importazioni di petrolio trasportato attraverso lo stretto. 

Washington non ha formalmente richiesto a Seoul di inviare truppe nello Stretto di Hormuz, ma la Corea del Sud potrebbe volontariamente prendere una decisione di inviare truppe, in quanto le navi battenti bandiera sudcoreana potrebbero affrontare pericoli nella zona, ha detto il ministro della Difesa Jeong durante una sessione del Comitato Nazionale della Difesa all’Assemblea Nazionale il 5 agosto. 

Il Ministro ha detto che inviare la Cheonghae non richiederebbe l’approvazione dall’Assemblea Nazionale poiché il relativo scopo sarebbe di proteggere i cittadini coreani nel caso dell’emergenza. Ha aggiunto che la scala della Cheonghae, che comprende un cacciatorpediniere, un elicottero e tre motovedette veloci con 302 persone, non è soggetta all’approvazione parlamentare. 

Il Segretario di Stato americano Mike Pompeo, che ha accompagnato Esper durante la tappa di Sydney del tour, ha dichiarato domenica che gli Stati Uniti hanno ricevuto risposte positive da oltre 30 paesi per il suo piano di creare una coalizione militare per proteggere le acque, minimizzando il fatto che il Giappone e gli alleati europei sono restii a unirvisi. Sottolineando che una coalizione globale «ridurrebbe il rischio di conflitti nella regione e consentirebbe la libertà di navigazione», Pompeo ha detto che la Corea del Sud e il Giappone sono paesi che dovrebbero unirsi alla forza. «È molto importante che ogni paese che ha un interesse in quella regione e ha beni e servizi che fluiscono, energia che fluisce in luoghi come il Giappone e la Corea, che partecipa in un modo che protegge gli interessi delle proprie economie», ha detto al South Wales Parliament House.

Maddalena Ingrao