COREA DEL SUD. Seul fa dietrofront: GSOMIA resta valido 

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All’ultimo minuto, Seoul ha annunciato nella serata del 22 novembre che non avrebbe sospeso l’accordo di condivisione d’intelligence con il Giappone che sarebbe scaduto il 23 novembre e che Seoul aveva detto di non voler rinnovare. L’annuncio bomba è stato fatto dalla Blue House, la residenza presidenziale sudcoreana, in una conferenza stampa.

Il General Sharing o Military Intelligence Agreement, o Gsomia, riporta Asia Times, era impostato per scadere dopo la mezzanotte. In un’escalation di una disputa storico-diplomatico-commerciale con Tokyo, Seoul aveva annunciato ad agosto che non avrebbe rinnovato il Gsomia, l’unico patto formale che lega le forze armate giapponesi e sudcoreane; come tale, è un simbolo della cooperazione che Washington cerca di creare per contrastare Cina, Corea del Nord e Russia nella regione.

Seoul si è riservata il diritto di sospendere Gsomia in qualsiasi momento; finora, l’accordo è stato rinnovato su base annuale; inoltre la Corea del Sud stava sospendendo la sua denuncia contro il Giappone presso l’Organizzazione Mondiale del Commercio.

Nel frattempo, il ministro del commercio di Tokyo Toshimitsu Motegi ha detto che non avrebbe immediatamente rimesso la Corea del Sud nella “lista bianca” commerciale, anche se avrebbe avviato discussioni con la Corea del Sud sull’argomento. L’Amministrazione Moon ha ripetutamente affermato che una concessione giapponese sul fronte commerciale era la condizione preliminare per il rinnovo della Gsomia.

Solo poche ore prima della conferenza stampa, i media sudcoreani e non avevano confermato la “morte” dell’accordo. Nella mattinata del 22 novembre, il ministro della Difesa sudcoreano Jeong Kyeong-doo aveva abbreviato un viaggio in Arabia Saudita per tornare a casa prima del previsto; secondo notizie non confermate sia la Difesa che gli Esteri sudcoreani si erano opposti alla fine del Gsomia. A prima vista, l’inversione della posizione non solo sulla Gsomia, ma anche sul processo dell’Omc, sembra un colpo all’amministrazione Moon.

L’accordo di intelligence era entrato in vigore nel 2016, dopo un significativo dietro le quinte degli Stati Uniti; l’annuncio di Seoul del mancato rinnovo aveva esasperato Washington. La sospensione dell’ultimo minuto segnalerebbe un nuovo pragmatismo nell’Amministrazione Moon. Questa analisi può essere sostenuta da un recente sviluppo: Moon ha raggiunto Abe, e i due si sono incontrati per una chiacchierata di 11 minuti a margine del vertice Asean a Bangkok il 5 novembre. Anche se non è chiaro ciò che è stato discusso durante questi 11 minuti, potrebbero essere state gettate le basi per la decisione del 22 novembre.

Antonio Albanese