COREA DEL SUD. Seul cambia nome alla Difesa

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La Corea del Sud ha rinominato il suo sistema di difesa “a tre assi”, uno schema di base per contrastare le minacce nucleari e missilistiche della Corea del Nord, in linea con gli sforzi continui per la riconciliazione e la pace intercoreana, ha detto l’11 gennaio il ministero della Difesa di Seoul. 

La nuova denominazione, traducibile approssimativamente in “Sistema per rispondere alle armi nucleari e ad altre armi di distruzione di massa”, sembra destinato a mitigare il senso di profonda ostilità presente nel nome precedente della dottrina della Difesa sudcoreana. Il sistema a tre assi, riporta Yonhap, consiste nel Korea Massive Punishment and Retaliation, Kmpr, un piano operativo per incapacitare la leadership nordcoreana in un grande conflitto; nella piattaforma di attacco preventivo Kill Chain; e nel Korea Air and Missile Defense system, Kamd. Il Ministero ha detto che Kmpr e Kill Chain sono stati rinominati rispettivamente “Overwhelming response” e “Strategic target strike”; mentre Kamd è stato cambiato in “Difesa missilistica in stile coreano”. 

Il ministero ha ammonito che il cambio di nome non significa che avrebbe abbandonato la sua spinta per costruire il sistema di difesa: «Procederemo con gli sforzi per costruire i nostri mezzi di difesa per il sistema come previsto», si legge in un messaggio che il Ministero ha inviato ai giornalisti. 

Il dibattito politico e mediatico ora si sta concentrando sul fatto che Seoul regolerebbe sì il sistema a tre assi e nel contempo spinge per una serie di misure di controllo delle armi convenzionali e di costruzione della fiducia con Pyongyang per aiutare a facilitare gli sforzi per una pace duratura sulla penisola coreana. Seul e Pyongyang, come oramai è noto, hanno acconsentito a sospendere le esercitazioni militari vicino alla linea di demarcazione militare e a eliminare alcuni posti di guardia di frontiera come componente degli sforzi per ridurre le tensioni militari, impedire scontri accidentali e costruire fiducia reciproca.

Lucia Giannini