COREA DEL SUD. Pyongyang può fare 10 testate nucleari

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di Antonio Albanese COREA DEL SUD – Seul 13/01/2017. Nel suo Libro Bianco 2016 della Difesa, il ministero sudcoreano della Difesa Nazionale stima che la Corea del Nord abbia circa 50 chilogrammi di plutonio per uso militare, sufficienti per la produzione di 10 armi nucleari. Nel 2014, il rapporto biennale stimava che le riserve del Nord di plutonio arrivavano a circa 40 chilogrammi. Il Ministero ha anche detto che il Nord ha fatto significativi progressi nella sua capacità di miniaturizzare le testate nucleari e di arricchire l’uranio senza però fornire dettagli.

Il Libro Bianco è stato pubblicato sulla scia di nuove tensioni seguite alla minaccia della Corea del Nord di lanciare un missile balistico intercontinentale che potrebbe raggiungere la terraferma degli Stati Uniti.
Alla cerimonia di insediamento di Donald Trump, la Corea del Nord ha detto che lancerà un missile balistico intercontinentale in un luogo scelto da Kim Jong-un. Kim ha detto nel suo indirizzo di Capodanno che il Nord aveva oramai terminato lo sviluppo degli Icbm; Trump aveva in un post su Twitter detto che lo sviluppo di un’arma nucleare in grado di colpire gli Stati Uniti da parte di Pyongyang: «Non accadrà!». I funzionari degli Stati Uniti hanno avvertito che i militari degli Stati Uniti abbatteranno ogni missile nordcoreano se minaccerà i territori degli Stati Uniti e dei suoi alleati.

Il Nord ha svelato di avere missili ICBM come il KN-08 e il CN-14 e li ha provati diverse volte dal 2012 senza però armarli; sta inoltre sviluppando un missile balistico lanciato da sottomarini.
È la prima volta che Seoul usa i termini bombe nucleari, Icbm e Slbm, in un Libro Bianco della Difesa; vi si afferma che lo sviluppo di missili e armi nucleari della Corea del Nord è una “grave minaccia” per gli Stati Uniti e i suoi alleati.

Il Libro Bianco ha anche delineato i recenti sviluppi nel miglioramento della potenza militare convenzionale di Pyongyang: è aumentato il numero di uomini arrivando a 1,28 milioni nel 2016 dagli 1,2 milioni di due anni prima; l’Aeuronautica si è ridotta da 120000 a 110000 unità; mentre la marina è rimasta invariata a 60mila unità.