COREA DEL SUD. Moon punta a far firmare la “pax coreana” all’assemblea ONU

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L’amministrazione di Moon Jae-in ha fissato l’obiettivo di organizzare un incontro tra i presidenti della Corea del Sud e del Nord, degli Stati Uniti e della Cina per siglare una dichiarazione che ponga fine alla guerra di Corea durante la riunione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che si riunisce a New York a fine settembre.

Ripreso dal quotidiano sudcoreano Hankyoreh, lo ha annunciato il Consigliere presidenziale speciale per l’unificazione, gli affari esteri e la sicurezza nazionale Moon Chung-in. Le osservazioni di Moon erano state fatte il 29 agosto dalle colonne della rivista americana The Atlantic. In questa intervista si afferma che un primo tentativo del Presidente Moon di far partecipare i leader sudcoreani e nordcoreani e statunitensi a una dichiarazione al vertice nordcoreano-americano di giugno a Singapore, non è riuscita. Il Consigliere ha inoltre espresso l’auspicio che la Cina partecipi alla dichiarazione, in quanto parte dell’accordo di armistizio che ha posto fine alla guerra di Corea.

«Non sarebbe meraviglioso se il presidente Trump, il presidente Xi Jinping, il presidente Moon Jae In e il presidente Kim Jong Un si incontrassero alle Nazioni Unite e adottassero la dichiarazione per porre fine alla guerra di Corea?» ha detto Moon.

Moon ha inoltre menzionato i quattro punti che l’Amministrazione sudcoreana prevede di inserire nella dichiarazione. Il primo è la fine “simbolica” dello stato di armistizio che dura da oltre 60 anni dalla firma dell’accordo nel 1953, mentre il secondo è il pronunciamento della “eliminazione delle relazioni ostili” tra Corea del Sud e Corea del Nord e tra Corea del Nord e Stati Uniti.

Il terzo è il mantenimento della linea di demarcazione militare e il comando Onu fino alla firma di un trattato di pace giuridicamente vincolante, e il quarto è il completamento di un trattato di pace e la normalizzazione delle relazioni diplomatiche tra le parti.

Antonio Albanese