COREA DEL SUD. Meno turisti dalla Cina nei distretti commerciali di Jeju

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di Graziella Giangiulio COREA DEL SUD – Yeon-dong 28/01/2017. La crisi politica colpisce il distretto commerciale di Yeon-dong nel nord della provincia di Jeju. Fino poco tempo fa ad esempio Baojian Street era intasata di turisti cinesi che facevano shopping; oggi è tristemente vuota.
Nella seconda metà del 2016, i locali si lamentavano di non poter dire se Yeon-dong fosse in Corea o in Cina e i commercianti facevano soldi a palate grazie al flusso turistico cinese, secondo Korea Jongaang Daily. I ricavi sono stati tagliati a metà di quest’anno; catene di abbigliamento popolari hanno chiuso i battenti; i caffè e i ristoranti lo stesso. L’associazione del turismo locale stima che il numero di turisti cinesi durante le vacanze del Capodanno lunare di quest’anno dovrebbe essere il 16,5 per cento in meno rispetto al 2016.
«L’economia non riesce a recuperare in mezzo a tutti i tipi di problemi, tra cui il dispiegamento del Thaad» affermano le associazioni di categoria locali «I proprietari di negozi hanno chiuso perché non possono vendere abbastanza per pagare l’affitto». Le principali mete turistiche coreane sperano in un po’ di sollievo durante l’imminente festa per il nuovo anno lunare, la festa annuale più importante per i cinesi; ma la decisione di dispiegare il Thaad, la presenza turistica a Jeju, Busan e Incheon ha registrato una drastica diminuzione.

Si dice che Pechino abbia ordinato un taglio del 20 per cento del numero dei suoi turisti da agosto 2016 come rappresaglia per il Thaad; lo stesso è accaduto per i voli charter verso la Corea. Pechino non può fermare direttamente i singoli turisti, ma può limitare i gruppi facendo pressione su agenzie di viaggio e aziende di pianificazione viaggi, riporta il giornale. Hutique, centro commerciale di cosmetici nel centro di Incheon, era pieno di turisti cinesi appena due mesi fa; oggi gli unici cinesi nel centro commerciale sono i dipendenti dei negozi. Hutique è stato inaugurato nel dicembre del 2012 per attirare più visitatori cinesi, ospita circa 16 grandi marche; considerando che oltre il 60 per cento di tutti i clienti erano turisti cinesi, la percentuale è scesa al 40 a gennaio 2017. Il numero di voli regolari in partenza dalla Cina per Jeju è sceso del 10 per cento; gli aeroporti di Cheongju e Yangyang sono quasi vuoti.
Il numero di turisti cinesi arrivati all’aeroporto di Cheongju era 100751 tra ottobre e dicembre 2015. Questo numero è sceso del 10 per cento nel 2016 arrivando a 90.723. Il numero di tutti i turisti che arrivano in Corea attraverso Cheongju ha visto un aumento da 385012 nel 2015 a 467913 l’anno scorso, ma il numero di turisti cinesi è precipitato. Le tratte da Cheongju a Pudong, Dalian e Harbin sono state interrotte dal novembre dello scorso anno; le attrazioni turistiche del Sud Jeolla, come Yeosu e Mokpo, sono quasi deserte.
Busan prevede circa 20000 turisti in meno per le festività; il porto di Busan ha avuto 261 scali di navi cinesi a dicembre 2016, sceso a 229 questo mese, Busan prevede 80000 turisti in meno quest’anno.