COREA DEL SUD. L’industria di Seul è pronta ad invadere il mercato nordcoreano

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La maggior parte delle aziende sudcoreane vuole partecipare ai progetti di sviluppo del Nord Corea: per la gran parte si tratta di aziende nel settore delle costruzioni. Secondo un sondaggio condotto dalla Korea International Trade Association, Kita, ripreso da Yonhap, su 1.176 aziende, l’80 per cento ha dichiarato di voler partecipare allo sviluppo delle imprese nordcoreane, una volta abolite le sanzioni internazionali. Le aspettative sono alte sul tema della denuclearizzazione e sulla rimozione delle restrizioni che hanno bloccato tutti gli scambi con Pyongyang, dopo il riuscito vertice tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il leader nordcoreano Kim Jong-un.

Il sondaggio Kita riporta che il 36,1% delle aziende intervistate ha dichiarato che avrebbe cercato nuove opportunità di business attraverso il commercio e che il 25,1% ha detto di voler approfittare dei bassi salari nel Nord. Circa il 12,5% era interessato a futuri progetti di capitale sociale nel Nord, mentre l’11,7% voleva utilizzare il paese per fare progressi nella vicina Cina e nell’Estremo Oriente russo. Per interesse industriale, il 35,1% delle aziende locali considera lo sviluppo delle infrastrutture come l’area più promettente, seguita dal 17,3% per l’elettronica, dal 15,3% per il turismo e dal 13,5% per il tessile e l’abbigliamento. 

L’ultimo sondaggio ha mostrato che tra coloro che non avevano intenzione di entrare nel Nord, il 22% ha citato la mancanza di informazioni affidabili, mentre il 18,6% ha espresso preoccupazione per le interferenze da parte delle autorità nordcoreane. Un ulteriore 13,7% temeva che i futuri governi sudcoreani avrebbero cambiato rotta nei confronti della Corea del Nord e l’11,6% nutriva riserve sulle sanzioni imposte dagli Stati Uniti e dalle Nazioni Unite. Le aziende, poi, hanno chiesto al governo di fare di più per creare un ambiente favorevole per gli scambi transfrontalieri e per gli sforzi congiunti per costruire le povere infrastrutture del Nord, come strade, elettricità e impianti portuali. L’organizzazione del commercio internazionale ha poi detto che il 31,7 per cento delle aziende si aspettava che il commercio intercoreano riprendesse in 4-5 anni, mentre il 22,3 per cento prevedeva la normalizzazione nel 2019. 

Per quanto riguarda l’effetto che migliori relazioni intercoreane avrebbero sull’economia nazionale, il 46,9 per cento ha detto che avrebbero avuto un impatto molto positivo, e il 39,8 per cento ha detto che le cose sarebbero andate un po’ meglio. Solo il 9,4% aveva una visione neutrale, mentre coloro che avevano un’opinione negativa erano il 3,9%. Inoltre, l’85,1% ha affermato che i miglioramenti nelle relazioni Sud-Nord sarebbero stati positivi per le attività. 

Antonio Albanese