COREA DEL SUD. La notizia del virus circolava a Wuhan da novembre 2019

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I membri della setta cristiana collegata alla diffusione del coronavirus in Corea del Sud si erano riuniti a Wuhan fino a dicembre 2019, fermandosi solo quando si sono resi conto che la loro comunità era stata colpita da Covid19.

Stando al South China Morning Post, la Chiesa di Gesù di Shincheonji a Wuhan, la città cinese al centro dell’epidemia, ha circa 200 membri, la maggior parte dei quali è attualmente in quarantena fuori città.

«Le voci su un virus hanno cominciato a circolare a novembre, ma nessuno le ha prese sul serio», ha detto un membro al giornale di Hong Kong, fino a quando non è esploso il caso del coronavirus. Il gruppo ha poi continuato a incontrarsi per sermoni e insegnamenti online, ma la maggior parte dei membri era tornata a casa all’inizio delle vacanze del Capodanno lunare a fine gennaio. La Chiesa di Gesù Shincheonji, con i suoi 250 mila membri, è considerata dai gruppi cristiani tradizionali come una setta segreta e non ortodossa; il suo fondatore, Lee Man-hee, ha affermato di essere l’incarnata seconda venuta di Gesù Cristo.

Circa la metà delle infezioni di Covid-19 in Corea del Sud sono state collegate a un ramo della chiesa di Daegu. Secondo i Centri coreani per il controllo e la prevenzione delle malattie, al martedì ci sono stati 977 casi confermati, il secondo numero più alto fuori dalla Cina, e 11 morti. Un membro della chiesa di Daegu avrebbe visitato la Cina a gennaio, e i funzionari sanitari della Corea del Sud stanno indagando se un gruppo di infezioni nella città di Cheongdo sia collegato a una cerimonia funebre di tre giorni, tenutasi in un ospedale locale.

Secondo i cinesi, la chiesa di Shincheonji ha circa ventimila membri in Cina, la maggior parte dei quali vive in grandi città come Pechino, Shanghai, Dalian, Changchun e Shenyang. Nel 2018 la chiesa del gruppo di Wuhan nel distretto di Hankou era stato perquisito dalla polizia, che ha definito l’attività del gruppo un culto proibito, ma i membri hanno continuato a praticare in piccoli gruppi. 

Ad esempio, la sede di Shanghai ha tenuto le sue riunioni principali ogni mercoledì e sabato, attirando da 300 a 400 persone alla volta; fino a che la polizia non è intervenuta e quindi gli incontri si sono parcellizzati in piccoli gruppi di 8, 10 persone e si sono poi raggruppati quando la sorveglianza si è rilassata.

Antonio Albanese