COREA DEL SUD. Cala il PIL nel primo trimestre, effetto della guerra tariffaria USA – Cina

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Nel primo trimestre il PIL della Corea del Sud è sceso dello 0,3% rispetto all’ultimo trimestre, in gran parte a causa della riduzione della spesa pubblica, ma anche a causa della lentezza degli investimenti di capitale e delle esportazioni. La Banca di Corea ha annunciato un calo del -0,3% rispetto al trimestre precedente la scorsa settimana,  il peggior dato trimestrale dal 2008. Tuttavia, il Pil è cresciuto dell’1,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. La crescita complessiva del Pil per il 2019 era prevista al 2,5%, dal 2,6% previsto all’inizio di questo mese dalla banca centrale.

Stando a quanto riporta Asia Times, anche se il risultato è stato inaspettato, i campanelli d’allarme non sono suonati. Si prevede una ripresa della crescita nel secondo trimestre con l’aumento dei contributi statali, anche da un bilancio suppletivo in attesa di approvazione da parte dell’Assemblea nazionale. Il Pil è diminuito nel primo trimestre di quest’anno, in gran parte a causa della drastica riduzione degli investimenti statali.

Il governo ha annunciato un bilancio espansivo per quest’anno, ma la sua esecuzione è stata scarsa, soprattutto negli investimenti per le strutture di uso pubblico nel settore sportivo e ricreativo. Quest’anno, Seoul prevede di spendere 8,6 trilioni di won in simili progetti. Il ministero delle Finanze prevede un rimbalzo dell’1% nel secondo trimestre, dato l’effetto di base della crescita negativa nel primo trimestre e un effetto di stimolo della piena esecuzione fiscale.

Tuttavia, nonostante le previsioni ottimistiche, anche i fattori esterni sono problematici. La Corea del Sud sta subendo l’impatto collaterale della guerra tariffaria tra Cina e Stati Uniti e del calo dei prezzi dei semiconduttori, che si trovano ora in una fase di contrazione ciclica. Non è chiaro se e quando si risolverà la guerra commerciale tra i due maggiori partner commerciali della Corea del Sud, mentre i prezzi dei chip dovrebbero rimanere bassi nella seconda metà dell’anno.

Le esportazioni sono calate del 2,6% nel primo trimestre, trainate da componenti elettronici, come semiconduttori e Lcd. Anche le importazioni e gli investimenti in impianti sono diminuiti a causa della flessione dei semiconduttori. Le importazioni sono diminuite del 3,3% a fronte di un calo delle importazioni di beni energetici, tra cui petrolio greggio e gas naturale, macchinari e attrezzature. Gli investimenti in impianti sono crollati del 10,8%, mentre sono diminuite le importazioni di macchinari e mezzi di trasporto, comprese le attrezzature per la produzione di semiconduttori.

Maddalena Ingroia