COREA DEL SUD. Aperta l’inchiesta sul THAAD. Nulla cambia

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Il presidente sudcoreano Moon Jae-in ha detto che l’indagine in corso lanciata dal governo della Corea del Sud sul dispiegamento del sistema di difesa missilistico statunitense non ha lo scopo di invertire l’accordo sul dispiegamento tra i due paesi, ma di portarlo avanti con adeguate procedure nazionali.

Secondo quanto riporta Yonhap, Moon ha ordinato una indagine il 30 maggio sul dispiegamento fatto senza avvertire il governo di Seul di ulteriori quattro lanciatori Thaad dopo che il ministero della Difesa non è riuscito adeguatamente alla presidenza e al parlamento sudcoreano sugli eventi.

Il portavoce presidenziale Yoon Young-chan ha dichiarato che Moon è rimasto “scioccato” nel sentire che i quattro lanciatori aggiuntivi del Thaad sono stati installati senza essere stati segnalati al nuovo governo o essere resi pubblici.

«Il Presidente Moon è stato informato su tali fatti da Chung Eui-yong, responsabile del National Security Office e ha detto di essere rimasto scioccato» ha detto il portavoce presidenziale Park Soo-hyun.

Il sistema missilistico era stato inizialmente schierato in Corea del Sud a marzo con soli due dei sei lanciatori previsti, con l’obiettivo dichiarato di contrastare le minacce nordcoreane. Il presidente avrebbe «ordinato alla sua segreteria per gli affari civili e al capo del Nso di trovare la verità dietro l’ingresso non autorizzato dei quattro lanciatori di razzi».

Moon, durante una riunione con il senatore americano Dick Durbin, ha dichiarato che la Corea del Sud continuerà ad ospitare il Thaad con le attuali procedure nazionali. «Le procedure sul Thaad sono interamente domestiche: non intendiamo cambiare la decisione esistente o inviare un altro messaggio agli Usa», ha detto il portavoce.

Durante la sua campagna elettorale prima delle elezioni del 9 maggio, Moon aveva chiesto una revisione parlamentare dell’accordo sul dispiegamento, che ha fatto infuriare Pyongyang. Anche la Russia e la Cina hanno espresso fin dall’inizio una grande preoccupazione per il dispiegamento del sistema missilistico americano sulla penisola coreana. I cinesi sostengono che il sistema americano interferisce con i loro radar e potrebbe costituire una minaccia per la sicurezza cinese. Mosca ha avvertito che il dispiegamento avrebbe alimentato solo le tensioni nella regione. Seoul e Washington hanno comunque dispiegato la batteria Thaad in una contea sudorientale alla luce delle tensioni sempre più elevate sui programmi nucleari e missilistici della Corea del Nord.

La decisione era stata presa lo scorso anno dall’allora presidente sudcoreano Park Geun-hye; oggi in carcere e sotto processo con una serie di accuse di corruzione che l’hanno fatta rimuovere dal suo incarico. Moon ha anche detto a Durbin di non aver pensato a modificare all’accordo bilaterale, anche se è stato fatto dal precedente governo sudcoreano. Tuttavia, ha chiesto una valutazione d’impatto ambientale sullo scudo missilistico americano, affermando che devono essere garantite le procedure democratiche.

Graziella Giangiulio