COREA DEL NORD. “Vigliacchi!” Kim accusa Trump

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Il Rodong Sinmun, in un editoriale uscito il 4 giugno, sostiene che il successo del test missilistico dello Hwasong-12 ha dimostrato chiaramente che la Rpdc è in grado di colpire il territorio degli Stati Uniti più rapidamente e con più precisione in qualsiasi momento.

Secondo quanto riporta Kcna, nel quotidiano del partito di governo di Pyongyang si legge che: «Se gli Stati Uniti osano provocare la Rpdc, ignorando la realtà, saranno ridotti in cenere dal nostro attacco nucleare. Anche se gli Stati Uniti minacciano e ricattano la Rpdc con un sacco di attrezzature strategiche nucleari distribuite nella e intorno alla penisola coreana, mentre gridano per ciò che chiamano pressione, la Rpdc lo intende come un bluff in stile americano e un’azione ridicola degni di codardi che non osano attaccare ma battere l’aria in un posto lontano». Una chiara sfida a Washington che ha schierato 3 portaerei nella acque limitrofe alla penisola coreana e ha schierato il Thaad sul suolo sudcoreano.

Il quotidiano più avanti prosegue: «La politica di forza che gli Stati Uniti considerano onnipotente può funzionare su altri paesi, ma mai sulla Rpdc. agli Usa non è lasciato altro che compiere una scelta finale: dovrebbero lasciare la politica ostile verso la Rpdc o nulla potrà aiutarli dall’essere sotto attacco nucleare, potente e spietato, della Rpdc. Se l’Amministrazione di Trump persiste nelle sue mosse sconsiderate, ignorando l’avvertimento della Rpdc, senza alcuna misura per gestire le conseguenze delle loro azioni, la capacità di attacco nucleare della Rpdc sarà sempre più rapidamente accentuata. È chiaro che la Rpdc produrrà sempre più precise e diversificate armi nucleari fino a che gli Usa non facciano la scelta giusta. Una maggiore produzione significherebbe la più rapida rovina degli Usa».

Pyongyang lancia queste nuove minacce dopo che il tema nordcoreano è stato al centro dell’incontro della Shangri-Lla Dialogue, svoltasi a Singapore. La conferenza sulla sicurezza in Ansia quest’anno ha riunito 23 delegazioni ministeriali e 12 capi di stato maggiore, nonché militari e accademici di più di 40 paesi.

La Corea del Nord è stata anche al centro del dibattito in colloqui separati tra i responsabili della Difesa sudcoreano, americano, giapponese, australiano, indonesiano, canadese e neozelandese.

Le potenze regionali hanno concordato di tenere più esercitazioni combinate contro le minacce militari della Corea del Nord e promuovere la condivisione di informazioni correlate, secondo Yonhap.

Antonio Albanese