COREA DEL NORD. L’unificazione ci sarà grazie alle nostre armi nucleari

365

La Corea del Nord giustifica il suo armarsi continuo rispolverando un concetto oramai obsoleto ma mai passato di moda che è quello della “deterrenza”: mantengo la pace armandomi fino ai denti.

A spiegarlo in un articolo il Rodong Sinmun secondo cui per Pyongyang: «Il deterrente auto-difensivo della Corea del Nord è un tesoro comune alla nazione».

La deterrenza non sarebbe solo un tesoro per la Corea del Nord ma anche uno scudo per la Corea del Sud. Servirebbe, sempre secondo Pyongyang, per proteggere saldamente la pace e la sicurezza del Paese dall’aggressione dei nemici e difendere in modo affidabile la nazione».

Si spinge oltre la Corea del Nord e sostiene che la deterrenza è una chiave rivolta per la riunificazione delle due Coree. Nell’articolo infatti si legge: «È certa la garanzia per la riunificazione del paese e un simbolo della dignità e della prosperità della nazione. È l’amara lezione insegnata dalla storia e dalla realtà che l’esercito forte garantisce la pace al paese e la sicurezza alla nazione».

Ma non è finita, secondo quanto riportato dalla testata nord coreana: «La nazione coreana non poteva che essere costretta a subire la schiavitù coloniale dalle forze esterne, poiché non aveva un forte esercito».

L’invito dunque è quello di unire le due Coree con uno spirito nuovo, dove al centro vi sia una forte militarizzazione in grado di opporsi al nemico USA. Nell’articolo infatti, si legge: «Ora, quei paesi e nazioni, che hanno rinunciato a difendersi, essendo obbedienti alla domanda brigata degli Stati Uniti per disarmare, stanno affrontando un destino molto miserabile. Tuttavia, la RPDC ha deciso di adottare risolutamente la più dura opposizione contro le minacce militari arbitrarie statunitensi per dimostrare chiaramente che i paesi deboli senza armi nucleari non possono mai avere successo  in questa terra. Il destino della nazione può essere protetto solo dalle armi forti e l’ampio viale alla riunificazione nazionale sarà aperto dalla potenza della politica di Songun. La nazione coreana ha pienamente sperimentato questo principio attraverso la realtà. Il deterrente auto-difensivo della RPDC che esprime la dignità e lo spirito della nazione e garantisce la prospettiva della pace e della riunificazione è in effetti una ricchezza preziosa comune alla nazione che dovrebbe essere tramandata per generazioni». L’articolo dunque propone una visione della riunificazione sotto l’ombrello della minaccia nucleare.

Antonio Albanese