COREA DEL NORD. Un attacco nucleare farebbe oltre 2 milioni di morti

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Un attacco nucleare nordcoreano su Seoul e Tokyo potrebbe fare più di 2 milioni di vittime. Ad affermarlo è 38 North, sito web che monitora le  attività nucleari di Pyongyang.

38 North, il 5 ottobre, ha pubblicato lo studio di Michael J. Zagurek Jr. che ha calcolato, sulla base delle attuali rese delle armi nucleari in dotazione al Nord, i possibili danni e il numero di vittime: uccidere fino a 2,1 milioni di persone e ferire 7,7 milioni. I dati sono state trovati ipotizzando che la Corea del Nord lanciasse il suo intero arsenale di 25 armi nucleari operative contro Seul e Tokyo; ogni testata variava dai 15 ai 250 kilotoni; e la popolazione stimata di Seul ammonta a 24,1 milioni di abitanti e quella di Tokyo a 37,9 milioni.

Lo studioso ha tenuto conto della presenza in Corea del Sud del sistema Terminal High Altitude Air Defense, Thaad, e in Giappone del sistema Abm Aegis Ashore, riporta Yonhap.

Dall’altro lato della rimanente cortina di ferro, Kcna è tornata a minacciare proprio Seul, per la sua vicinanza agli Stati Uniti d’America. «La situazione attuale nella penisola coreana è vicina alla crisi totale. Questo stato di fatto è attribuibile alle autorità sudcoreane che stanno seguendo pedissequamente gli Stati Uniti nel tentativo di innescare una guerra nucleare contro il Nord  (…)  È stato dimostrato nella realtà.

Le autorità sudcoreane organizzano esercitazioni militari congiunte contro il Nord in collusione con gli Stati Uniti con il pretesto della “contro-azione”, mentre fanno alzare le misure difensive della Rpdc che rafforza il deterrente nucleare per l’autodifesa definendolo “provocazione” e “minaccia”. Questa è la causa principale della tensione nella penisola (…)

Il pericolo di una guerra nucleare sulla penisola è diventato realtà e il destino della nazione è seriamente minacciato ogni giorno che passa. La situazione prevalente sulla penisola dimostra chiaramente che le mosse fatte dalle forze sudcoreane per seguire gli Stati Uniti determineranno una guerra nucleare».

Antonio Albanese