COREA DEL NORD. Ultimatum di Pyongyang a Seul…

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Pyongyang con l’economia in crisi grazie al blocco dell’export del carbone in Cina, sottopongono un questionario – ultimatum a Seul per la riunificazione. Non si deve più parlare di minaccia nucleare, vero potere deterrente del regime di Ki Jongun. 

Le spedizioni dei prodotti nordcoreani in Cina sono diminuiti di oltre il 30 per cento l’anno lo scorso maggio. Secondo i dati dell’ufficio doganale della Cina, pubblicati il 24 giugno e ripresi da Yonhap, il calo sarebbe un risultato apparente del divieto di importazione imposto da Pechino sul carbone nordcoreano, parte delle sanzioni internazionali contro Pyongyang.

Secondo i dati doganali cinesi, le esportazioni nordcoreane in Cina sono arrivate a 123,75 milioni di dollari nel mese di maggio, un calo del 31,6% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Si tratta del terzo record negativo dal giugno 2014, e anche il terzo mese consecutivo di calo. La Cina ha bloccato l’entrata di carbone nordcoreano lo scorso febbraio alla luce delle sanzioni del Consiglio di sicurezza Onu della fine dell’anno scorso. La nuova risoluzione sulle sanzioni è stata una ritorsione per l’ultimo e quinto test nucleare nordcoreano nel settembre 2016.

Le esportazioni della Corea del Nord in Cina sono diminuite del 51,7 per cento all’anno arrivando a 114,55 milioni di dollari nel mese di marzo, seguite da un calo del 40,8 per cento pari a 99,27 milioni di dollari il mese successivo. La Cina rappresenta più del 90 per cento del commercio globale della Corea del Nord. Nei primi cinque mesi dell’anno, le esportazioni della Corea del Nord in Cina sono scese del 9,3 per cento all’anno a 722,1 milioni di dollari.

Le spedizioni cinesi verso la Corea del Nord, d’altra parte, hanno raggiunto il 32 per cento all’anno durante lo stesso periodo, riportano i dati doganali.

Per uscire dall’impasse economico-politica e cercare di smuovere la situazione, la Corea del Nord ha invitato ancora una volta la Corea del Sud a rimuovere tutte le sanzioni contro il paese a e fermare le esercitazioni militari congiunte con gli Stati Uniti, ponendole come parte delle condizioni per riprendere il dialogo inter-coreano.

Per Pyongyang, riporta Kcna, la questione nucleare deve rimanere fuori dal tavolo di dialogo; in quello che ha definito un “questionario aperto” indirizzato alle autorità sudcoreane, il consiglio consultivo del Nord per la riconciliazione nazionale ha accusato Moon Jae-in di tacere della questione “fondamentale” per migliorare i rapporti tra le due Coree.

Tra le questioni fondamentali, secondo il questionario, sono compresi lo stop immediato e incondizionato delle esercitazioni militari congiunte tra le truppe sudcoreane e statunitensi; l’interruzione dei rapporti tra Seul e i paesi che cercano di punire Pyongyang per le sue provocazioni militari. 

Le nove domande poste dalla Corea del Nord rinnovano la richiesta di restituzione di tutti i defezionisti nordcoreani, secondo Pyongyang rapiti: si tratta di più di 30 mila persone dal novembre 2016, secondo il ministero di unificazione di Seoul.

Antonio Albanese